Tra le tante notizie di oggi ci piace commentare, a dispetto di chi ancora oggi grida che il fenomeno delle dimissioni in bianco sia stato superato (M5S) e che una norma che le impedisce rappresenta di fatto una "complicazione" per le aziende (Sacconi, che abolì la prima legge in materia, oggi NCD), l'approvazione alla Camera di una nuova normativa in materia. Le dimissioni in bianco erano un'umiliazi...one per le donne costrette a scegliere tra lavoro e maternità. Finalmente si mette fine all'uso di un'arma di ricatto ignobile nei confronti di tante donne e tanti giovani nel nostro paese. Un'indagine Istat del 2010 evidenziava infatti come almeno la metà delle madri che interrompono l'attività lavorativa alla nascita del primo figlio(il 14,1% delle madri che lavorano), lo fa perché costretta. In particolare lo studio dell'Istituto nazionale di statistica evidenziava come l’8,7 per cento delle madri che lavorano o hanno lavorato in passato hanno dichiarato che sono state licenziate o messe in condizione di doversi dimettere in occasione di una gravidanza.
“Ci auguriamo adesso che anche al Senato la norma venga rapidamente approvata ripristinando così un efficace strumento di contrasto a un fenomeno che ha rappresentato per anni una vera vergogna del nostro Paese” conclude la responsabile politiche di genere della Cgil nazionale.
Nessun commento:
Posta un commento