Rsu Ricoh
mercoledì 24 giugno 2026
martedì 23 giugno 2026
ORDINANZA N. 484 DEL 9 GIUGNO 2026 DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA disciplina il divieto di attività lavorativa all’aperto tra le 12.30 e le 16.00 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche
È stata firmata dal Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’ordinanza contingibile e urgente per motivi di igiene e sanità pubblica: “attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all'aperto e nelle cave in condizioni di esposizione prolungata al sole”.
L’ordinanza, in vigore dalle 00.01 del 10 giugno e fino al 23 settembre 2026, disciplina il divieto di attività lavorativa all’aperto tra le 12.30 e le 16.00 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche, limitatamente ai giorni in cui la mappa giornaliera pubblicata quotidianamente sul sito del Progetto Worklimate di INAIL-CNR riferita a: "lavoratori esposti al sole" con "attività fisica intensa" alle ore 12, segnali un livello di rischio "alto".
Nell’ordinanza si richiama inoltre l’importanza delle "Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare", approvate dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome e che costituiscono una sintesi dei vari documenti emanati dalle Regioni e Province Autonome, tra cui la Lombardia. Sono escluse dall’applicazione del divieto le attività urgenti e di pubblica utilità, purché siano adottate tutte le misure di prevenzione previste.
Il provvedimento contiene anche la raccomandazione rivolta ai Comuni affinché valutino, previa verifica della situazione contingente, deroghe temporanee ai regolamenti in materia di contenimento delle emissioni acustiche per consentire lo svolgimento delle attività lavorative nelle ore più fresche della giornata.
La violazione delle disposizioni comporta sanzioni secondo quanto previsto dall’art. 650 del Codice penale, fatta salva l’applicazione di eventuali reati più gravi.
Cosa si intende per "esposizione prolungata al sole"?
Per "esposizione prolungata al sole" si intende lo svolgimento di attività lavorativa sotto diretto irraggiamento solare, non transitorio ma protratto nel tempo, nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00.Cosa si intende per "cantieri edili all’aperto"?
Si intendono i lavori edili previsti dall'Allegato X del D.Lgs. 81/08. Tra essi rientrano, a mero titolo esemplificativo, i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, ristrutturazione di opere edilizie, il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati, che, come tali, si svolgono all’aperto con conseguente esposizione prolungata al sole.Quando scatta il potenziale ‘rischio alto’ e quindi l’applicazione dell’ordinanza regionale?
Si deve rimanere aggiornati e consultare il sito Worklimate (https://www.worklimate.it/scelta- mappa/sole-attivita-fisica-alta/), e, più specificatamente, il sito https://app.worklimate.it/ordinanza- caldo-lavoro, inserendo il nome della località in cui viene svolta l’attività lavorativa. In tal modo si potrà verificare se il territorio del Comune in cui viene esercitata l’attività lavorativa è soggetto per quel giorno all’applicazione o meno dell’ordinanza.Il Comune è tenuto a dare adeguata evidenza della propria “Previsione del rischio caldo”? Attraverso quali strumenti?
Le Amministrazioni comunali potranno valutare le modalità migliori per rendere un opportuno servizio informativo ai propri cittadini. A mero titolo esemplificativo, potranno valutare di inserire sul proprio portale istituzionale internet, un link al predetto sito Worklimate (https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/), e, più specificatamente, al sito https://app.worklimate.it/ordinanza-caldo-lavoro.Quali sono gli interventi di pubblica utilità di cui al secondo punto dell’Ordinanza regionale?
Si può considerare intervento di pubblica utilità, in via generale, qualunque operazione, edile o meno, per il quale vi è un interesse della collettività alla sua realizzazione in quanto soddisfa bisogni di interesse pubblico; in relazione alla fattispecie in questione, stante il contesto alla base dell’ordinanza regionale e la primaria necessità di tutelare la vita e l’incolumità dei lavoratori, si ritiene che siano tali gli interventi che, secondo il prudenziale apprezzamento dell’amministrazione appaltante, non siano procrastinabili o differibili ad orari diversi per la salvaguardia di servizi pubblici essenziali. Per tali interventi, non soggetti all’applicazione del divieto di lavoro dalle 12.30 alle 16.00 nella località a rischio “ALTO”, come sopra specificato, devono in ogni caso essere applicate idonee misure organizzative ed operative, come previsto dalle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” della Conferenza delle Regioni, che riducano ad un livello accettabile il rischio di esposizione alle alte temperature dei lavoratori impiegati in detti interventi, secondo la valutazione del rischio condotta dal datore di lavoro, ai sensi del d. lgs. n. 81/2008.Cosa si intende per “idonee misure organizzative ed operative come previsto dalle linee di indirizzo”?
A norma del D.lgs. 81/08, la tutela del lavoratore si attua attraverso la predisposizione di adeguate ed idonee misure tecniche, organizzative e procedurali. A titolo esemplificativo, la riorganizzazione dei turni e degli orari di lavoro è misura organizzativa; la fornitura di abbigliamento/indumenti e dispositivi di protezione individuale è misura tecnica/procedurale; informare circa il rischio di esposizione è misura generale.L
’ordinanza supera i vincoli previsti dai regolamenti comunali in merito alle disposizioni concernenti ai tempi di lavoro nei cantieri? L’ordinanza non supera i vincoli previsti dai regolamenti comunali ma raccomanda ai Comuni di valutare l'opportunità di derogare, temporaneamente e previa verifica della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche.
mercoledì 17 giugno 2026
A partire dal mese di giugno 2026, Fondo Est ha esteso alcune prestazioni sanitarie anche ai coniugi (matrimonio, unioni civili) e conviventi di fatto fiscalmente a carico dell'iscritto caponucleo e censito nei sistemi di Fondo Est.
Chi può accedere
La copertura è destinata ai coniugi (matrimonio, unioni civili) e conviventi di fatto fiscalmente a carico dell'iscritto caponucleo e censiti nei sistemi di Fondo Est.Come attivare la copertura
L’attivazione avviene tramite l’Area Riservata del sito, con: Censimento del nucleo familiare Inserimento dei dati anagrafici del coniuge (matrimonio, unione civile) e convivente di fatto fiscalmente a carico Caricamento della documentazione fiscale In caso di situazioni particolari, è ammessa un’autocertificazione. La conferma o eventuali richieste di integrazione arriveranno via email.Durata della copertura
La copertura è legata alla copertura attiva del caponucleo e può essere aggiornata in ogni momento. La copertura cessa nel caso in cui il coniuge (matrimonio, unione civile) e convivente di fatto non risulti più fiscalmente a carico.https://www.fondoest.it/page/familiari-coniugi/guida-alle-prestazioni
mercoledì 10 giugno 2026
Il decreto Primo Maggio è passato con la fiducia alla Camera dei deputati . C’è il concetto di “salario giusto”, che però sarà composto da tutte le voci della busta paga, compreso il welfare contrattuale, tra cui le assicurazioni sanitarie.
di
Roberto Rotunno Il Fatto Quotidiano
Il decreto Primo Maggio è passato con la fiducia alla Camera dei deputati e ora arriva blindato al Senato per l’approvazione definitiva. C’è il concetto di “salario giusto”, che però sarà composto da tutte le voci della busta paga, compreso il welfare contrattuale, tra cui le assicurazioni sanitarie. Si tratta di benefit, non di soldi veri con cui pagare spesa, affitti e bollette. C’è poi l’aumento automatico pari al 50% dell’inflazione che scatterà dopo nove mesi dalla scadenza dei contratti collettivi, ma non si applicherà ai settori stagionali e alla sanità privata. Ancora, ci sono norme che liberalizzano ulteriormente i contratti precari, con il limite per la somministrazione portato da 24 a 36 mesi, e norme per i rider che consegnano cibo a domicilio, con obbligo di Spid e regole sugli algoritmi. Soprattutto, il provvedimento contiene 960 milioni di euro di incentivi alle assunzioni. Dopo la sconfitta referendaria di marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto un intervento sul tema dei salari. La gestazione è stata molto lunga, e ne è uscito un testo finale che fa qualche passo in avanti e molti indietro. La definizione di “salario giusto” è controversa. Il decreto passato a Montecitorio dice che il riferimento è dato dal trattamento economico complessivo (tec) dei contratti collettivi “comparativamente più rappresentativi”. Fuori dai tecnicismi, si tratta quasi sempre dei contratti firmati da Cgil, Cisl e Uil. Scelta che il governo ha preso sulla spinta della Confindustria, che mal tollerava la vicinanza del centrodestra ai sindacati minori, spesso propensi a firmare contratti al ribasso con associazioni datoriali al di fuori del recinto confindustriale.Nel trattamento economico anche il welfare
Alla fine, però, il testo dice che il “tec” è composto dalle voci fisse in busta paga, dalle mensilità aggiuntive e anche dalle indennità previste dal welfare aziendale. Questo è l’aspetto più problematico: l’aver messo sullo stesso piano il salario base e trattamenti come le assicurazioni sanitarie rischia di far rientrare dalla finestra proprio i contratti al ribasso dei sindacati più piccoli. Spesso quegli accordi giocano proprio su quell’ambiguità, cioè riducono lo stipendio base e compensano con i benefit detassati, così da ridurre i costi per le imprese e far sembrare che i salari non siano diminuiti. Parliamo però di buoni che i lavoratori possono spendere solo per determinate prestazioni, e che tra l’altro hanno un effetto subdolo: ridurre il reddito lordo, quindi anche i contributi e, di conseguenza, anche la futura pensione e il trattamento di fine rapporto.
Fino a poche ore prima della votazione alla Camera, tra l’altro, il testo prevedeva la possibilità di considerare “giusto” anche il trattamento dei contratti “equivalenti” a quelli di Cgil, Cisl e Uil, ma poi quel passaggio è stato rimosso. I sindacati confederali e i partiti di opposizione restano molto critici, anche se è stato cancellato il riferimento all’equivalenza, per il quale negli scorsi mesi si era speso molto il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon, particolarmente sensibile alle richieste di sigle come l’Ugl e la Cisal. Insomma, alla fine il testo produce uno strano compromesso. La Confindustria ha portato a casa gli incentivi alle assunzioni formalmente vincolati all’applicazione dei suoi contratti. I sindacati minori beneficiano di una definizione onnicomprensiva del concetto di salario giusto, più facilmente aggirabile.L’odg che rispolvera la norma per far perdere gli arretrati ai lavoratori
Al termine del voto di fiducia, Fratelli d’Italia ha fatto votare alla Camera un ordine del giorno che rispolvera una proposta già più volte presentata negli scorsi mesi: il partito della premier chiede di approvare una norma molto penalizzante per i lavoratori che vantano crediti nei confronti dei loro datori, come per esempio stipendi o straordinari non pagati. La norma suggerita farebbe partire i termini di prescrizione “in costanza di rapporto di lavoro”. I lavoratori sarebbero quindi costretti a fare causa alla loro azienda mentre ancora ci lavorano. Oggi, invece, la regola fa partire la prescrizione dopo la fine del rapporto, quindi dopo il licenziamento o la dimissione, proprio per tutelare i lavoratori. Questa norma non è contenuta nel decreto approvato con la fiducia, ma FdI ha chiesto al governo di approvarla nei prossimi provvedimenti. Si tratta di un intervento che negli scorsi mesi era spesso associato a un’altra norma fortemente richiesta dal centrodestra, anche con un emendamento, poi ritirato, al decreto Primo Maggio: lo scudo per gli imprenditori che sottopagano i lavoratori, novità che – se approvata – farebbe perdere il diritto agli arretrati per i dipendenti che ricevono paghe sotto la soglia di povertà.Il 50% dell’inflazione a chi ha il ccnl scaduto da oltre 9 mesi
La novità positiva è il meccanismo automatico che farà scattare gli aumenti in busta paga quando i contratti collettivi vengono rinnovati in ritardo. Nove mesi dopo la scadenza, sarà riconosciuto il 50% dell’inflazione prevista. Il testo originario prevedeva il 30% dopo nove mesi. Tuttavia, anche questa norma ha diverse deroghe: non si applicherà alle imprese che svolgono attività stagionali e con ricavi instabili, come per esempio il turismo. Oltre a questa esclusione, già contenuta nel testo originario, nel passaggio parlamentare la Lega ha chiesto e ottenuto di salvare anche le aziende che erogano servizi sanitari e sociosanitari. Un favore al deputato leghista Antonio Angelucci, imprenditore delle cliniche private.
Il decreto introduce anche norme per i rider: se la piattaforma usa algoritmi, anche questo potrà essere utilizzato come prova per dimostrare che i fattorini sono dipendenti. Immancabile, infine, l’ennesimo intervento che allarga le maglie del precariato. Quando l’agenzia interinale assume i lavoratori a tempo indeterminato, il limite per “prestarli” a tempo determinato alla stessa azienda utilizzatrice passerà dagli attuali 24 a 36 mesi.
lunedì 8 giugno 2026
COMUNICATO SINDACALE – FISASCAT CISL MILANO METROPOLI - ELEZIONI RSU / RLS 2026 – RICOH ITALIA
Care lavoratrici e cari lavoratori di Ricoh Italia,
nei giorni 9 e 10 giugno 2026 sarete chiamati a votare per il rinnovo della RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) e degli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza),un momento importante di partecipazione democratica e di scelta per il futuro della rappresentanza sindacale in azienda.
La Fisascat CISL partecipa a queste elezioni con una lista autonoma e indipendente, nata dalla volontà di costruire una rappresentanza concreta, competente e realmente vicina alle persone.
Crediamo sia necessario rafforzare l’ascolto nei luoghi di lavoro, dare maggiore attenzione ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori e garantire una tutela seria dei diritti, delle condizioni di lavoro e della sicurezza.
Vogliamo portare avanti un confronto responsabile e costruttivo con l’azienda, fondato sulla trasparenza, sulla presenza costante e sulla partecipazione. Per noi il sindacato deve essere libero e autonomo, capace di rappresentare esclusivamente gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso impegno quotidiano, serietà e risultati concreti.
Il voto si svolgerà online; le modalità operative e le credenziali di accesso saranno comunicate dalla Commissione Elettorale.
Partecipare al voto significa contribuire in prima persona alla costruzione della rappresentanza sindacale di domani.
Scegliere Fisascat CISL significa scegliere autonomia, cambiamento e una presenza concreta al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Ricoh Italia.
venerdì 22 maggio 2026
Ricoh Italia : sono indette le elezioni per il rinnovo delle RSU e RLS per tutte le sedi aziendali.
Buongiorno a tutti, come deliberato durante l’assemblea svolta il 22 aprile scorso sono indette le elezioni per il rinnovo delle RSU e RLS per tutte le sedi aziendali.
Nella stessa assemblea è stato nominato il Comitato Elettorale per le modalità di voto e scrutinio, garantendo le norme di privacy e sicurezza della votazione online. La presente comunicazione è da intendersi rivolta SOLO ai dipendenti NON DIRIGENTI Di seguito le date entro le quali tutto il processo elettivo verrà svolto: • 29 maggio 2026 : Termine - raccolta Candidature • 09 – 10 giugno 2026 : Voto (L’ORARIO VERRA’ COMUNICATO IN FASE SUCCESSIVA) • 11 giugno : spoglio Informiamo che le votazioni si svolgeranno su una piattaforma online certificata, accessibile tramite un link univoco che verrà inviato a ciascun lavoratore dall’indirizzo votazioneonline@cgil.lombardia.it La email potrebbe essere bloccata dai sistemi di sicurezza aziendali e spostata nella cartella di Posta indesiderata. Vi invitiamo a controllare la cartella indicata e spostare la email per la votazione nella cartella di Posta in arrivo per poter aprire il link al portale. Una volta collegati alla piattaforma, si troveranno due pagine: la prima per la votazione RSU e la seconda per la votazione RLS. Si potrà esprimere la propria preferenza attraverso: • Voto ad 1 Candidato che diventa automaticamente anche voto alla Lista COMMISSIONE ELETTORALE
martedì 5 maggio 2026
EBiTer Milano eroga, per l’anno 2026, un contributo a favore dei dipendenti delle aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, a sostegno della genitorialità.
I BENEFICIARI
Lavoratori a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti e i lavoratori a tempo determinato che:
svolgano la propria attività nelle province di Milano e di Monza Brianza;
siano in forza presso datori di lavoro in regola con il versamento delle quote contributive a EBITER Milano da almeno 12 mesi all’atto della presentazione della domanda;
siano in forza presso datori di lavoro che applicano integralmente il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi, sia per la c.d. parte economico – normativa sia per la c.d. parte obbligatoria;
Il contributo
Il contributo spetterà ad un solo genitore per ogni figlio, anche adottivo e/o in affido e a carico del richiedente, di età compresa tra gli undici anni compiuti e i diciannove anni. Il contributo verrà riconosciuto per l'anno 2026 e sarà pari a € 250,00.
Modalità di adesione
Per ottenere il sostegno economico il lavoratore deve:
Accedere al link indicato in fondo alla pagina
Compilare la domanda di ammissione al sostegno economico in tutti i suoi campi
Prendere visione di quanto riportato nell’informativa ai sensi del reg.UE 2016/279
Stampare la domanda di ammissione al sostegno economico
La domanda, compilata in tutti i suoi campi, sottoscritta e corredata dei documenti indicati nel regolamento, dovrà essere presentata al nostro ente secondo le modalità sottoindicate.
La domanda potrà essere trasmessa dal 05/05/2026 al 03/07/2026, unitamente ai documenti indicati nel regolamento, secondo le seguenti modalità:
Raccomandata A/R indirizzata a EBiTer Milano in Corso Buenos Aires 77- 20124 - Milano, specificando sulla busta “GENITORIALITA”;
Procedura web seguendo le indicazioni contenute nella mail ricevuta al termine della compilazione.
L'esito della stessa verrà comunicato entro il 23/10/2026.
Non verranno prese in considerazione domande incomplete perché mancanti della documentazione richiesta o di parte di essa, in questo caso il richiedente dovrà ripetere la procedura di compilazione on-line e provvedere nuovamente all'invio di tutti i documenti.
https://www.ebitermilano.it/modulo-genitorialita
mercoledì 29 aprile 2026
Decreto Primo Maggio, Landini: “Nessun euro ai lavoratori, solo alle imprese”
Il leader Cgil critica il provvedimento del governo: “I 960 milioni vanno alle aziende. Salari fermi e tasse alte, così si ignorano i problemi reali”
“Il Primo Maggio è la festa dei lavoratori”, ma il decreto varato dal governo va in tutt’altra direzione. Maurizio Landini, intervistato da Giovanni Floris a DiMartedì, smonta il provvedimento con parole nette: “In questo decreto, i 960 milioni che hanno stanziato vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro”.
Il cuore della critica riguarda proprio la destinazione delle risorse. Le misure previste puntano infatti su incentivi alle assunzioni, con sgravi e sostegni economici per le aziende che incrementano l’occupazione. Una scelta che l’esecutivo rivendica come leva per favorire il lavoro stabile, soprattutto tra i giovani. Ma per la Cgil si tratta di un’impostazione sbilanciata.
“Semplicemente danno soldi se un’azienda assume. Lo trovo un po’ singolare: un’azienda assume se ha bisogno”, osserva Landini, mettendo in discussione l’efficacia stessa degli incentivi. Il punto, per il sindacato, è un altro: intervenire direttamente sulle condizioni di chi lavora.
“Dovrebbero pagare e aumentare i salari ai lavoratori. Questa cosa non la fanno, vorrei che fosse chiaro”, insiste il segretario generale della Cgil. Nel decreto, infatti, non sono previste misure strutturali per l’aumento delle retribuzioni né interventi significativi sul potere d’acquisto.
Il risultato, secondo Landini, è un provvedimento che lascia irrisolti i nodi centrali del mercato del lavoro italiano. “Questo decreto non dà un euro in più ai lavoratori”, ribadisce, mentre “continuano a pagare le tasse più di quello che devono pagare”. Un riferimento diretto alla pressione fiscale che grava sui redditi da lavoro, in un contesto segnato da salari stagnanti e inflazione.
La presa di posizione della Cgil riapre così il confronto sulle priorità delle politiche del lavoro. In una giornata simbolica come il Primo Maggio, la distanza tra governo e sindacato appare evidente: da un lato gli incentivi alle imprese, dall’altro la richiesta di redistribuzione, diritti e salari più alti. Una frattura che riguarda da vicino la vita quotidiana di milioni di lavoratrici e lavoratori.
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