mercoledì 25 marzo 2026

Landini: “Un No all’arroganza del governo”

“Una bella primavera”. Esordisce così il segretario generale Cgil Maurizio Landini nell’intervista apparsa oggi (mercoledì 25 marzo) sulla Stampa, commentando la vittoria del No al referendum sulla giustizia: “Quando il voto non è per qualcuno ma per qualcosa, la gente a votare ci va”.
Landini evidenzia che “la Costituzione nel nostro Paese continua a essere un riferimento importante: non è un caso che nell'arco di vent'anni è la terza volta che il voto stoppa il governo di turno che punta a cambiarla. Ma questo voto ha anche espresso la necessità di un cambiamento, risponde a un disagio sociale che le persone stanno vivendo”.
Il voto: giovani e Trump Landini rimarca il voto dei giovani: “Al nostro referendum dell'anno passato avevano votato in cinque milioni e mezzo, la fascia 18-34 anni era stata l'unica in cui si era superato il quorum. I giovani, quando sono in ballo i loro diritti e le loro condizioni di vita, quando si parla di pace e di contrasto alla guerra, non solo ci sono, ma sono un elemento che va ascoltato e capito”.
Sul voto, prosegue, ha inciso anche “il sostegno che il nostro governo ha offerto alla politica guerrafondaia di Trump. Il presidente Usa rappresenta un'idea proprietaria della politica, in una logica in cui mercato e profitto si sostituiscono alla politica. Questa viene percepita come elemento pericoloso, visto che sta portando alla guerra e alla messa in discussione di qualsiasi diritto. Trump rappresenta un'idea di capitalismo che è quasi inconciliabile con la democrazia”.

martedì 24 marzo 2026

Il No vince in 17 regioni e stravince in tutte le grandi città.

Roma, Napoli, Milano, Palermo, Torino, Bari, Firenze, Bologna: nei grandi centri urbani i contrari alla riforma Nordio sono quasi sempre sopra al 60%
Eccoli i risultati regione per regione. La vittoria del No così si declina tra i seggi nelle piccole e grandi città.
In Emilia-Romagna, territorio leader per l’affluenza che ha sfiorato il 67%, vince ampiamente il No, superando anche i risultati a livello nazionale.
In Toscana da sottolineare la straordinaria partecipazione a Firenze, dove oltre il 71% degli aventi diritto ha votato. Il No sfiora il 67%. In regione il risultato finale è 58% per il No e 41% per il Sì.
In Campania la riforma Nordio viene bocciata da oltre il 66% dei votanti, un risultato che a Napoli sale addirittura al 74%.
In Piemonte il No vince con il 53%. L’affluenza arriva al 62%. L’unica provincia che boccia la riforma è quella di Torino, con un ampissimo margine di circa 20 punti. Nelle altre province prevale il Sì.
In Liguria i No vincono 57% a 42%.
Nel Lazio il No prevale con il 54% dei consensi. Anche Roma, come le altre grandi città, riporta una schiacciante vittoria dei No, 57% a 42%.
In Puglia i No vincono sfondando quota 57% e prevalendo in tutte le province. Nel Barese raccolgono una percentuale superiore al 60.
In Basilicata vittoria senza appello dei No: 60,20% contro il 39,80%.
In Calabria finisce 56% a 43% per il fronte del No, ma si registra un’affluenza molto bassa, sotto il 50%.
Anche in Sicilia vota appena il 46% degli aventi diritti, ma la contesa è senza storia: i No sfondano il tetto del 61%.
In Sardegna il No vince sfiorando quota 60%.
In Valle d’Aosta, affluenza al 58%, e in Trentino Alto-Adige, affluenza al 52%, prevalenza dei No di misura.
In Umbria vittoria di misura dei No, 51,6% a 48%. Stessa forbice più o meno in Abruzzo dove i No vincono con il 51,7%.
Netta l’affermazione dei No in Molise con il 54%.
Più decisa l’affermazione dei contrari alla riforma Nordio nelle Marche, dove il No prevale 53% a 46%.
In Lombardia solo Milano vota No. Nel resto delle province prevale il sì che, nel territorio, nel complesso, è intorno al 53.7%, ma in alcune zone come la provincia di Bergamo arriva al 60%.
A Venezia il No finisce la sua corsa sopra al 55%. In una regione, il Veneto, in cui il Sì vince di quasi 20 punti sul No
. La terza e ultima regione nella quale vince il Sì è stata il Friuli Venezia-Giulia, dove i favorevoli alla riforma Nordio sono stati il 54%.

23 marzo 2026 referendum giustizia. L’Italia ha detto No.

Ha vinto il No. La riforma della Giustizia è stata bocciata sonoramente dall’ampia maggioranza di chi ha partecipato al voto referendario. Un risultato reso ancora più rotondo dall’alta partecipazione con un’adesione record che ha sfiorato il 60%.
il risultato di questo referendum parla chiaro: la Costituzione resta il cuore pulsante della nostra democrazia.L’esito del referendum è la riaffermazione potente dei valori costituenti:nessuno può metterli in discussione. Le giovani generazioni hanno compreso che difendere la Carta Costituzionale significa difendere il loro futuro, il diritto ad una giustizia equa, al lavoro e alla dignità sociale. È stata una difesa serrata, dura una lunga campagna elettorale per la Costituzione. Questa legge Nordio voleva toccare sette articoli della Costituzione, voleva in qualche modo mettere un cappello politico alla giustizia. Adesso è il tempo di festeggiare,come dice Maurizio Landini, perché l’aria sta cambiando. Quando il mondo del lavoro scende in campo per difendere i diritti, per difendere la Costituzione arrivano i risultati. La democrazia e la Costituzione vanno preservate, la Magistratura deve conservare la sua autonomia e la sua indipendenza.

venerdì 13 marzo 2026

Chiude la InvestCloud, lavoratori sostituiti dall’IA.

Chiude la InvestCloud, lavoratori sostituiti dall’IA L’azienda veneziana investe nell’intelligenza artificiale e licenzia i 37 addetti. Fiom: “Primo caso in Italia. Una tendenza che rischia di deflagrare”
Sostituiti dall’intelligenza artificiale. È la sorte dei 37 lavoratori della InvestCloud Italy di Marghera (Venezia), azienda statunitense operante nel settore della tecnologia finanziaria, che lunedì 9 marzo ha comunicato ai sindacati la chiusura dell’attività con il conseguente licenziamento collettivo.
La decisione s’inserisce nel processo di trasformazione strategica avviata dal gruppo nel campo del digital wealth, ossia la gestione del proprio patrimonio mediante l’integrazione di tecnologie avanzate per offrire servizi d’investimento personalizzati e accessibili a tutti, in sostanza un’evoluzione digitale del private banking.
Le motivazioni dell’azienda
La InvestCloud Italy rileva che nell’ultimo anno e mezzo si è registrata “una significativa accelerazione dei cambiamenti tecnologici, con un crescente livello d’integrazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nei modelli di servizio per la gestione del patrimonio”.
Da qui la decisione di riorganizzare il gruppo, superando l’attuale modello fondato sulla presenza in diversi Paesi e soluzioni adattate a livello locale con una “piattaforma tecnologica integrata centrata su soluzioni basate sull’intelligenza artificiale”. La strategia prevede, inoltre, una “accelerazione degli investimenti” proprio sull’intelligenza artificiale.
Le funzioni di sviluppo e gestione tecnologica saranno accorpate “all’interno di centri d’eccellenza internazionali”, mentre le soluzioni “personalizzate a livello locale saranno eliminate”. Una struttura finalizzata a “massimizzare i benefici di produttività derivante dall’intelligenza artificiale”, che prevede la chiusura della sede veneziana (la cui attività si considera “antieconomica e inefficiente”).
Fiom Venezia: “Sono le professionalità a essere mature”
“È il primo caso in Italia di un’intera azienda che chiude perché sostituita dall’intelligenza artificiale”, spiega il segretario generale Fiom Cgil Venezia Michele Valentini: “Finora abbiamo registrato qualche licenziamento individuale, come una postazione tagliata perché rimpiazzata dal più utile utilizzo di un software, mai una situazione di questo genere”. La società ha un’ottima condizione economica. “La InvestCloud è sana”, continua il dirigente sindacale: “I bilanci che abbiamo potuto consultare dicono che nel 2024 i ricavi sono aumentati del 63 per cento rispetto al 2023, arrivando a sfiorare i dieci milioni di euro. L’utile netto è stato di 500 mila euro e il ricavo per dipendente è stato di 250 mila euro, quindi un buonissimo indicatore di produttività”. La “crisi”, dunque, è del tutto anomala: “Finora abbiamo incontrato aziende che, ad esempio, intendono chiudere perché il prodotto da loro fabbricato è maturo e non più competitivo. Ecco, in questo caso sono le professionalità a essere mature, sono i lavoratori ad aver perso competitività”. Per Valentini quanto sta accadendo alla InvestCloud è la “conseguenza degli ingenti investimenti in tecnologie realizzati per sostituire la presenza umana. Ma questo si traduce in licenziamenti. Questa tendenza rischia di deflagrare nei prossimi anni: bisogna governarla, non si può lasciare che lo facciano le aziende e il mercato”. Cgil Venezia: “L’intelligenza artificiale va regolata” L’intelligenza artificiale, aggiunge il segretario generale Cgil Venezia Daniele Giordano, apre “grandi possibilità, ma pone anche incognite enormi: tenuta occupazionale, controllo dei lavoratori, opacità degli algoritmi, intensificazione dei ritmi, impatto su salute e sicurezza, redistribuzione del valore prodotto”. Giordano sottolinea che l’intelligenza artificiale “non può essere governata soltanto come leva di competitività o riduzione dei costi. Deve essere sottoposta a regole pubbliche, controllo democratico e contrattazione collettiva, perché l’innovazione o migliora la qualità del lavoro e della vita delle persone oppure aumenta disuguaglianze, subordinazione e insicurezza sociale”. Giordano così conclude: “Ora è indispensabile aprire un confronto istituzionale vero, a partire dal tavolo di crisi regionale, per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e affrontare una questione che riguarda non solo una singola azienda, ma il modello di sviluppo che vogliamo costruire per questo territorio e per il Paese”.

lunedì 9 marzo 2026

Conoscenza e terziario: 9 Marzo sciopero per i diritti delle donne.

una grande giornata di lotta per i diritti delle donne, lunedì 9 marzo, subito dopo l’8 marzo, ovvero la Giornata Internazionale della Donna che è caduta di domenica. Due settori trainanti del nostro Paese scelgono di fermarsi, proclamando lo sciopero per dare un segnale forte: bisogna abbattere in Italia la cultura maschilista, misogina e patriarcale, bisogna combattere le differenze anche nei luoghi di lavoro. Il settore della conoscenza e quello del terziario incrociano le braccia, nelle proteste indette da Flc Cgil e Filcams Cgil, nuova tappa della mobilitazione per ottenere una libertà vera delle donne, oltre la retorica e le dichiarazioni di facciata del governo. Le donne guadagnano meno e sono più precarie Da parte sua, la Filcams Cgil inizia ricordando i dati drammatici presenti nel nostro Paese: in Italia le donne guadagnano molto meno dei colleghi uomini, sono sottoposte a forme di lavoro precario, registrano un livello di disoccupazione molto più alto. Rappresentano il 71,3% dei lavoratori dipendenti a bassa retribuzione: l’81,3% ha un contratto part-time, troppo spesso non per scelta. Il divario salariale tra uomini e donne raggiunge un di differenziale pari a 8.000 euro annui in meno per le donne, ovviamente non per scelta. Il 42% delle donne non ha un lavoro, troppo spesso non per scelta: i carichi di cura sono la ragione principale. Le donne non hanno scelto questa condizione. Per loro, ancora una volta, ha scelto il sistema patriarcale che continua a permeare modelli economici, politica, società. Lavoro povero e part-time involontario I settori del terziario, turismo e servizi, per quanto determinanti per l’economia italiana, spiega la Filcams, “operano però in presenza di modelli economici che li vedono registrare una forte concentrazione del cosiddetto lavoro povero”. Molto è dovuto alle condizioni di lavoro, a salari che non garantiscono il potere d’acquisto, a causa di modelli organizzativi basati in prevalenza sul part-time cosiddetto involontario, sul tempo determinato e sullo schiacciamento dei profili professionali verso i livelli più bassi degli inquadramenti contrattuali; sulla degenerazione della flessibilità verso la precarietà; sulla liberalizzazione delle aperture domenicali e festive. “In questi settori, che vanno liberati dalla condizione di lavoro povero e precario, dall’invisibilità di cui sono ostaggio la maggior parte deə lavoratorə, le donne pagano il prezzo più alto – dunque -. Part-time involontario, anche per poche ore la settimana, soprattutto se prestano la loro attività lavorativa nel sistema degli appalti. Solitudine lavorativa, soprattutto se sono colf o badanti, ancora di più se lavoratrici razzializzate”. Direttiva europea applicata in modo debole In tale contesto il 5 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che attua in Italia la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza retributiva, il cui obiettivo è proprio quello di eliminare le disparità salariali tra lavoratrici e lavoratori, a parità dello stesso lavoro o di valore equivalente. Spiega il sindacato “Lo schema di decreto legislativo italiano, invece, recepisce la Direttiva con un intervento normativo debole, eliminando tutti quegli interventi efficaci a raggiungere davvero la parità salariale. Il 24 febbraio la Camera ha bocciato tutti gli articoli della proposta di legge in materia di congedo paritario, volta a equiparare il ruolo di madri e padri nella cura dei figli con un congedo di 5 mesi per ciascun genitore e garanzia del 100% della retribuzione: una scelta di civiltà che è stata giudicata troppo costosa ancor prima di discuterla”. Le donne non sono priorità del governo “È evidente che il lavoro femminile, le pari opportunità, le donne non sono priorità di questo Governo, ed è evidente che buona parte del sistema capitalista si basa ancora su retribuzioni basse e diseguali”, fa notare la Filcams. Ne è ulteriore prova il disegno di legge Bongiorno, presentato al Senato il 27 gennaio scorso, che, ribaltando la logica sul tema delicatissimo del consenso, compromette ancora una volta la libertà delle donne. Il consenso, libero e attuale, previsto nel disegno di legge che a novembre scorso era stato approvato alla Camera, metteva al centro la libertà della donna e stabiliva la responsabilità dell’aggressore. Per la Filcams “la libertà delle donne e di tutte le soggettività è soprattutto autodeterminazione, diritto all’indipendenza economica, lavoro dignitoso e di qualità”. Il sindacato contro l’oppressione patriarcale Proprio contro il sistema di oppressione patriarcale e contro ogni forma di violenza, la Filcams agisce quotidianamente attraverso la contrattazione nazionale, la contrattazione integrativa ed inclusiva, d’anticipo e di sito; attraverso la formazione di tutto il gruppo dirigente di uso; con specifiche iniziative politiche di approfondimento; mettendo al centro della propria azione politico sindacale il valore dell’umanità del lavoro, con l’obiettivo di liberare dallo sfruttamento, dalla precarietà, dall’invisibilità e dal lavoro a bassa qualità e basso reddito, i milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario, del turismo e dei servizi. Ma è necessario che nella stessa direzione vadano anche le politiche di settore, i modelli socioeconomici e le scelte di Governo. È sciopero per la libertà delle donne Per tutti questi motivi “il 9 marzo ə lavoratorə della Filcams scioperano, perché le donne siano libere di scegliere, di autodeterminarsi, nel lavoro e nella vita. Scioperano perché le pari opportunità e le politiche dell’intersezionalità, di genere, dei nuovi diritti e della non discriminazione LGBTQIA+ non siano solo un titolo, ma una realtà di fatto. Scioperano – aggiunge – per rivendicare un lavoro di qualità, stabile, regolare e dignitoso per tuttə. Scioperano per la libertà e l’autodeterminazione, a partire dalle donne e per chiunque non si conformi a un sistema di potere che pretende di legiferare sui nostri corpi e sui nostri sentimenti. Scioperano per dire basta alla violenza, che sia economica, di genere, sessuale, verbale, fisica, di guerra. Il nostro sciopero sostiene la lotta globale delle donne e delle lavoratrici, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, garantendo la copertura sindacale a chiunque vorrà astenersi dal lavoro, in tutti i settori aderenti alla Filcams”. Si fermano tutti i settori della conoscenza Sulla stessa linea si pone il sindacato della conoscenza, la Flc Cgil. Lunedì 9 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle donne, la Flc “proclama lo sciopero nazionale per l’intera giornata di tutto il personale di scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale”. Questa la dichiarazione dello stop. “Di fronte alla recrudescenza di una cultura maschilista – spiega la sigla -, misogina, patriarcale, che si traduce in frequenti episodi di violenza e discriminazione, la Flc intende riaffermare i diritti delle donne, a partire dalla propria autodeterminazione e la parità di genere. L’Italia è ai primi posti nel mondo per gender pay gap e per incidenza del lavoro povero e precario; il lavoro di cura è ancora tutto scaricato sulle donne, le professioni che vedono una maggiore presenza femminile sono le più sottopagate”. Deriva autoritaria del governo contro le donne E inoltre: “La deriva autoritaria del governo si traduce nella volontà di controllo sul corpo delle donne e legittima le tante forme di discriminazione e violenza. Il disegno di legge sulla violenza sessuale che sostituisce il “consenso libero e attuale” con il “dissenso” rivela una chiara scelta politica, riporta il focus della responsabilità su chi subisce la violenza e tutela chi ha abusato, costringendo le donne, nelle aule dei tribunali, a subire una rivittimizzazione costante al solo scopo di essere credute”. La Flc denuncia inoltre che, “a fronte dell’aumento vertiginoso dei casi di sopraffazione e violenza, che sempre più spesso riguardano giovani e giovanissime/i sia come vittime che come aggressori, il governo continua a negare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. L’irresponsabilità e l’arretratezza culturale della classe politica che guida il Paese richiedono una reazione decisa, immediata e strutturata”. Cambiare le cose si può Lo sciopero è uno strumento di lotta, ricorda la categoria: “Espressione di un impegno che, per la Flc, va oltre l’8 e il 9 marzo per farsi azione concreta e quotidiana nei luoghi di lavoro e nella società, nella convinzione che insieme a tutte le donne e a tutti gli uomini nel mondo che credono nella giustizia e nella parità di genere, sia possibile cambiare le cose”.

martedì 3 marzo 2026

Landini: “Solidarietà al popolo iraniano” Respingiamo l’attacco unilaterale di Israele e Usa. È l’ennesima grave violazione del diritto internazionale”

“Esprimiamo vicinanza e solidarietà al popolo iraniano e a tutte le popolazioni che subiscono le conseguenze della guerra e della repressione”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “Siamo da sempre a fianco delle iraniane e degli iraniani che - sottolinea il leader della Confederazione - lottano per la democrazia, la libertà e per i diritti civili. Abbiamo manifestato negli ultimi anni a fianco del movimento ‘Donna, vita, libertà’ e ci siamo attivati per la liberazione dei sindacalisti vittime di repressione e violenza in Iran”. “Respingiamo l’attacco unilaterale degli Usa e di Israele poiché - prosegue Landini - rappresenta l’ennesima grave violazione del diritto internazionale e rischia di innescare una escalation in un momento in cui sono fin troppi i fronti di guerra aperti. Ai morti del regime sanguinario degli ayatollah, rischiano di aggiungersi le vittime di questo nuovo scellerato conflitto. Invochiamo il cessate il fuoco, il rispetto del diritto internazionale, il ritorno alla diplomazia e al negoziato”. “La Cgil - conclude Landini - continuerà a impegnarsi con il sindacato internazionale per la promozione del multilateralismo, del dialogo e della pace come presupposti per la solidarietà e la giustizia sociale”.

martedì 10 febbraio 2026

Ebiter Milano contributo trasporti e energia domande da oggi.

Dal 10 febbraio al 14 aprile sarà possibile inoltrare richiesta di un contributo a SOSTEGNO delle spese di TRASPORTO per il tragitto CASA - LAVORO. Il contributo spetterà al dipendente con ISEE inferiore a 35.000 euro che, nel periodo 1/1/2025 – 31/12/2025, ha effettuato l’acquisto per sé stesso di un abbonamento annuale o per un minimo di 9 mesi anche non consecutivi per il servizio di trasporto pubblico locale. Il contributo sarà di importo pari al 30% della spesa sostenuta con un massimale di Euro 200,00. Regolamento, maggiori dettagli, e tutte le istruzioni per l’invio della domanda saranno pubblicati sul sito a partire dal 10/2: www.ebitermilano.it Dal 10 febbraio al 14 aprile sarà possibile inoltrare richiesta di un contributo a SOSTEGNO del CARO ENERGIA. Il contributo spetterà ai dipendenti con ISEE inferiore a 33.000 euro che dovranno produrre copia dell’ultima bolletta relativa alla fornitura dell’energia elettrica o in alternativa alla fornitura del gas, intestata ad uno dei componenti del nucleo familiare. Il contributo spetterà ad un solo componente del nucleo familiare e sarà pari ad € 200. Regolamento, maggiori dettagli, e tutte le istruzioni per l’invio della domanda saranno pubblicati sul sito a partire dal 10/2: www.ebitermilano.it RSU FILCAMS CGIL VIMODRONE MI

venerdì 30 gennaio 2026

Risposta alla proposta RSU Ricoh Italia di estensione del regime di smart working durante i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.

Buongiorno, In riferimento alla Vostra richiesta di esenzione dello smart working durante il periodo dei Giochi Olimpici Invernali Milano–Cortina 2026, vi informiamo che siamo consapevoli delle possibili ripercussioni sulla mobilità nell’area metropolitana di Milano e stiamo monitorando con attenzione le informazioni diffuse dagli enti competenti. Allo stato attuale e sulla base dei dati disponibili, non prevediamo disagi tali da determinare un impatto sostanziale sull’operatività aziendale. Rimaniamo comunque pienamente disponibili a valutare tempestivamente eventuali criticità, o casi specifici da valutare, qualora dovessero emergere picchi di traffico, ritardi significativi nei trasporti pubblici o altre condizioni che possano rendere opportuno un adeguamento delle modalità di lavoro. In tal caso, provvederemo a confrontarci con la RSU per individuare le soluzioni più idonee, incluso un eventuale ampliamento del ricorso allo smart working. Ringraziamo nuovamente per la segnalazione.