venerdì 28 ottobre 2011

Licenziamenti & pensioni

Licenziamenti & pensioni

Così vogliono salvare i conti LACRIME E SANGUE. Dagli esuberi facili alle privatizzazioni.
Il governo tenterà di mettere a punto in 8 mesi ciò che non ha fatto il 15 anni.DI GIANMARIA PICA

Dal 2012 licenziamenti più facili a causa della crisi; dal 2026 donne e uomini in pensione a 67 anni; entro il 30 novembre la presentazione del piano per le dismissioni del patrimonio pubblico con un introito, in tre anni, di 5 miliardi; stretta sui contratti parasubordinati;mobilità obbligatoria nella pubblica amministrazione; entro la fine del 2012 il via libera alla delega fiscale. Questa è la strategia per la crescita economica dell'Italia messa per iscritto nella lettera che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,ha portato mercoledì sera a Bruxelles.

Sindacati e opposizione infuriati.

Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio il piano del governo.
Innanzitutto, Berlusconi indica una tabella di marcia:entro il 15 novembre il piano di crescita.
Inoltre, sono quattro le direttrici, nei prossimi otto mesi,
su cui il governo intende operare:entro due mesi la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;
entro quattro mesi la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese; entro sei mesi l'adozione
di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia; entro otto mesi il completamento delle riforme del mercato del lavoro,per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.
Ed eccoci ai contenuti. Partiamo dai licenziamenti.
Entro il prossimo maggio, l'esecutivo approverà una riforma della legislazione
del lavoro «funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato». Oltre a questo,
saranno «più stringenti condizioni nell'uso dei contratti parasubordinati
dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati
come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato».

Il governo interverrà nella pubblica amministrazione e renderà effettivi «con meccanismi cogenti/sanzionatori:

la mobilità obbligatoriadel personale; la messa a disposizione (cassa integrazione)
con conseguente riduzione salariale e del personale; superamento delle dotazioni organiche. Altro tema caldo è quello delle pensioni. Nell'attuale legislatura
la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e
tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi. Grazie al
meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010, il governo prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari
ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno
gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013.
Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita. Nella lettera è stato toccato anche il tema delle privatizzazioni.
Entro il 30 novembre 2011, il governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di
proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un
programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate.
I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti
di investimento locali. Verranno istituite anche "zone a burocrazia zero". L'esecutivo Berlusconi incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero"
in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'Ufficio locale dei governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato
esclusi. Riforma fiscale: il provvedimento di iniziativa governativa
è già all'esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con
tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Riforma costituzionale: il governo è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale che riguarda tanto l'assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende approvare la prima lettura entro i prossimi 612 mesi.

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