giovedì 27 ottobre 2011

lettera del governo alla Ue.«Così di fatto l'uscita viene portata a 70 anni»

lettera del governo alla Ue.«Così di fatto l'uscita viene portata a 70 anni»

La Cgil non ferma le sue mobilitazioni,che anzi ricevono un input decisivo dopole orribili news uscite ieri dalla lettera del governo alla Ue. Domani tocca ai pensionati: lo Spi li porta in Piazza del Popolo, come era stato per la Fiom giusto venerdì scorso.
«Il governo continua ad accanirsi sulle fasce più deboli, e in particolare sulle donne, con la vecchiaia portata a 67 anni, si trovano d'improvviso a fare un salto di 7 anni». E non basta, perché già le ultime riforme del governo hanno peggiorato più del previsto la loro condizione.

«L'adeguamento dell'età previsto l'anno prossimo, non è in realtà a 65, ma con i meccanismi delle finestre va già oltre i 66.
Nel 2026, sempre non tenendo conto dell'aumento a 67 deciso nella lettera, non saremo quindi a 65, ma a 67 e 7 mesi. Per arrivare a 68 e 4 mesi nel 2031.
E se è vero che l'uscita di vecchiaia verrà portata a 67 anni, nel 2031 di fatto si andrà in pensione non prima dei 70 anni e oltre».
Sui 67 anni, infine, alcuni quesiti: «Varranno anche per infermieri, maestre d'asilo,' muratori sulle impalcature? E che fine faranno i lavoratori licenziati a 50-55 anni? Ce lo dicano le imprese aderenti a Confindustria, che da un lato plaudono alle riforme e dall'altro lasciano sulla strada tante persone.
E se si lavorerà fino a 67-70 anni, i giovani quando subentreranno, a 47-50 anni?».
«la gestione Inps dei dipendenti è in attivo di 10 miliardi e non ha bisogno di aggiustamenti: si guardi piuttosto a quelle in perdita di autonomi e dirigenti».

Secondo la Cgil, poi, «anche la soglia dei 40 anni, che la Lega afferma di aver difeso, è in realtà già sfondata: oggi di fatto servono 41 anni, e dal 2014 ben 41 e 3 mesi».

Eccole, dunque, le proposte alternative del sindacato, anche se con la corsa imposta dalla Ue, la strada purtroppo è sempre più in salita: «Le risorse si devono trovare facendo pagare i ricchi: perché devono essere gli unici intoccabili?
Tassiamo le rendite e i grandi patrimoni, e introduciamo un contributo per tutti i dirigenti che guadagnano oltre 90 mila euro.
uno stop al lavoro precario e fare un serio programma per l'occupazione dei giovani.

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