martedì 27 marzo 2012

La questione del reintegro: l'Europa non dice no ...

E il reintegro? La Commissione Europea seppure convinta che l'indennizzo sia la via migliore, non esclude affatto il reingresso. Anzi traccia tre possibili scenari legislativi:

Il primo è quello di "ridurre in modo consistente la protezione legale" (lasciandola intatta solo per la discriminazione) e affidare la protezione solo all'indennizzo monetario. E' chiaro che in questa soluzione, scelta dall'Italia, hanno grande importanza politiche attive del lavoro e un meccanismo di flexsecurity che nel progetto del governo sembrano abbastanza deboli.

La seconda ipotesi suggerita, riguarda i paesi con una "alta" legislazione a protezione del lavoro (ci si riconosce l'Italia). La ricetta consigliata da Bruxelles, prevede che in questi paesi il contratto unico possa articolarsi in stadi successivi e mantenere intatte alcune protezioni: si parte con un periodo di prova con protezione legale minima, seguito dalla conferma e successivamente dal raggiungimento della stabilità dove "il livello di protezione legale può essere quello previsto dalla legislazione del lavoro per i contratti a tempo indeterminato" (per l'Italia si tratterebbe del reintegro anche di fronte ad un licenziamento per motivi economici).

Una terza ipotesi prevede che le protezioni legali, cioè il reintegro, possano essere messe in atto anche prima della stabilizzazione, cioè fin dalla fase di conferma del lavoratore che segue il periodo di prova.

Tre opzioni di fronte alle quali, sembra di capire, l'Italia ha scelto la più radicale. Con la scelta del contratto unico, infatti, Monti e Fornero avrebbero potuto ottemperare alle indicazioni dell'Europa mantenendo tuttavia intatti istituti come il reintegro per motivi economici (magari con l'attenuazione del noto modello tedesco).

Il doppio binario: l'art. 18 vale anche per i contratti in essere?

Infine il problema degli attuali lavoratori a tempo indeterminato. Per loro vale o meno il nuovo articolo 18 senza reintegro per chi viene licenziato per motivi economici?

Sembrerebbe che lo smembramento dell'articolo 18, nella ipotesi del governo, valga anche per i contratti in essere. Tuttavia il documento della Commissione sembra assai più morbido:
Il contratto unico, si dice, "sarà applicato solo ai nuovi contratti e non a quelli già firmati". Anzi per rendere più attrattivo il single open-ended contract, la Commissione propone incentivi rivolti ai lavoratori e alle imprese per abbandonare il vecchio contratto a tempo indeterminato e scegliere il nuovo contratto unico. Ma di questi suggerimenti dell'Europa la nuova flessibilità italiana non sembra aver fatto tesoro.

da Repubblica del 27-3-2012

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