MILANO - La Fiom è pronta allo sciopero generale dei lavoratori dell'auto contro la decisione della Fiat di dare disdetta gli accordi sindacali. Lo sciopero sarà valutato la prossima settimana, martedì 29, dal Comitato centrale dell'organizzazione dei metalmeccanici della Cgil. Intanto, ha annunciato il leader Maurizio Landini, si parte subito con due ore di sciopero per permettere lo svolgimento delle assemblee in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo.
PARLI IL GOVERNO - «Cancellare il contratto nazionale e le libertà sindacali è l'esatto contrario della coesione sociale. Il nuovo governo dica che cosa pensa sul caso Fiat. Il tempo delle ipocrisie è finito», è stato l'appello di Landini.
ACCORDI - «In tutto il gruppo Fiat siamo di fronte alla disdetta degli accordi. Bisogna dirlo chiaramente: finora non siamo riusciti ad intavolare trattative con la Fiat. Abbiamo provato a fermare la Fiat, ma non ci siamo riusciti. Noi proclameremo assemblee in sciopero in tutti gli stabilimenti. Pensiamo poi di distribuire in tutti i luoghi di lavoro, il testo dell'accordo di Pomigliano, e convocheremo per martedì il comitato centrale della Fiom perché la scelta di Fiat apre una fase nuova che rischia di modificare il ruolo del sindacato» spiega ancora il segretario della Fiom.
LE CONTROMOSSE - «Dal primo gennaio del 2012 le Rsa della Fiom teoricamente non ci sarebbero più nel gruppo Fiat. Quindi stiamo pensando di far eleggere a gennaio i delegati sindacali e se la Fiat non li riconoscerà lo considereremo un comportamento antisindacale e li denunceremo all'autorità giudiziaria» aggiunge Landini.
ARTICOLO 8 - «Siamo pronti a raccogliere firme per far fare un referendum per l'abrogazione dell'articolo 8. Noi non abbiamo ancora sentito i nuovi ministri, c'è solo un incontro fissato per mercoledì su Termini Imerese. Ora il governo ha l'occasione di dire ciò che pensa. Dalla Fiat vogliamo sapere come pensa di portare avanti il piano Fabbrica Italia» conclude Landini.
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