La Fiom CGIL , dopo l'annuncio di Fiat di voler procedere alla disdetta degli accordi negli stabilimenti del gruppo dall'1 gennaio, ha convocato per domani una conferenza stampa nella propria sede nazionale.
Il segretario generale, Maurizio Landini, e il responsabile del settore automotive, Giorgio Airaudo, illustreranno "la posizione e le iniziative del sindacato rispetto a questa decisione".
Se si cancella alla Fiat, il contratto nazionale non esiste più. Alla ex Bertone i due terzi dei dipendenti sono della Fiom, ma non possono ribadirlo con il voto perché un gruppo di compagni di merenda ha deciso di impedirlo. Fiat, Fim e Uilm stanno boicottando il rinnovo delle Rsu, perché tanto dal 1° gennaio non esisteranno più i delegati, ci saranno soltanto non-rappresentanti non-eletti ma nominati dai sindacati complici, grazie al modello Pomigliano. Come dice il segretario della Fiom Maurizio Landini, se si impedisce ai lavoratori di votare - oltre che di scioperare e ammalarsi - «è per fotterli». Sembra una metafora dell'Italia di queste ore: se si impedisce ai cittadini di votare, non sarà anche in questo caso per fotterli?
Intanto al Lingotto risponde duramente il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero: "La Fiat con un'azione eversiva si pone fuori dalla Costituzione italiana", denuncia Ferrero. "Fa bene la Fiom ad andare avanti con le vertenze legali per ripristinare la legalita'.
Vogliamo sapere che cosa ne pensa il Governo Monti perche' a noi risulta che chi tace acconsente. Se continuasse questo assordante silenzio - conclude il leader di Rifondazione - vorrebbe dire che questo non e' solo il Governo dei banchieri ma anche quello della Fiat".
Nessun commento:
Posta un commento