mercoledì 15 settembre 2010

Libia: Cgil, da Maroni parole agghiaccianti.

Libia: Cgil, da Maroni parole agghiaccianti.

"Il ministro dell’Interno Maroni deve rispondere al Parlamento e al paese su quanto accaduto e anche sulle sue dichiarazioni, alcune delle quali sono suonate incredibili e agghiaccianti". Lo afferma oggi (14 settembre) la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, in merito alle parole del ministro sulla vicenda del peschereccio italiano mitragliato da una motovedetta libica.

"Affermare che questo gravissimo episodio - osserva la dirigente sindacale - possa essere giustificato dal fatto che i libici hanno creduto che a bordo vi fossero degli immigrati clandestini è semplicemente agghiacciante. Se si fosse trattato di immigrati, ancorché clandestini, sparare sarebbe stato legittimo? Sugli immigrati irregolari si può quindi sparare? Può il ministro degli Interni di un paese democratico e civile come l’Italia affermare, immaginare, giustificare cose del genere? Purtroppo non sono solo parole al vento. Il ministro, infatti, - continua - sa che le regole d’ingaggio previste dall’accordo italo-libico prevedono di sparare sugli immigrati presunti clandestini violando tutte le norme internazionali dei codici civili e militari"

La Cgil, prosegue la segretaria confederale, “auspica che, anche in conseguenza di quanto accaduto e delle quotidiane notizie di violazione dei diritti umani in quel paese, si apra nel governo e nel Parlamento una necessaria e profonda riflessione, e - conclude Lamonica - continua chiedere che il trattato di amicizia e cooperazione con la Libia venga profondamente ripensato e modificato".

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