martedì 8 giugno 2010

Perchè la Contrattazione Sindacale Aziendale ?

Colleghi,

seguirà un ESTRATTO molto interessante, ripreso da un Documento del "Social Development Agency (SDA)" nell'ambito del progetto "Infopoint 2005". Progetto che ha ricevuto il sostegno della Commissione europea ...
Autore : Simon Cox - Titolo : "Il vostro nuovo Accordo CAE"


Al di là dell' argomento, molto delicato e complesso, la lettura di queste prossime righe ci potrà aiutare a riflettere sul significato e sulla importanza (anche teorica) per cui la "Contrattazione aziendale" ed il "Confronto con la azienda", è comunque e sempre un fattore positivo e di crescita.

Nel testo ESTRATTO che segue, presentato da Wolfgang Streeck all' interno di un documento letto nella Conferenza della "Confederazione Europea dei Sindacati" sul tema dei "Comitati Aziendali Europei" tenutosi ad Anversa nel dicembre 1993, l' autore afferma :


"Le ricerche e la teoria lasciano pochi dubbi che i diritti collettivi d' informazione, consultazione e codeterminazione per i lavoratori, espressi in organismi rappresentativi quali i comitati d'impresa (in Italia : RSU), migliorano in un mercato competitivo la performance delle industrie e delle economie."

Nota : A sostegno di questa affermazione, Streeck presenta quindi otto ragioni, sotto elencate. Ad una attenta analisi delle stesse, tuttora sono ancora valide ed assolutamente attuali :


1. la democrazia industriale migliora l'accesso del management all'informazione, che è una risorsa vitale delle imprese moderne. Le direzioni aziendali non possono sapere tutto e spesso i lavoratori conoscono cose che il management dovrebbe conoscere, ma non conosce. Gli organismi di rappresentanza dei lavoratori possono raccogliere e aggregare informazioni, valutazioni e aspettative dei lavoratori, che sono spesso inaccessibili al management e la cui ricerca costerebbe, comunque, oneri economici importanti per l'azienda. Pensiamo ad esempio ai temi della valutazione dei posti di lavoro e dei rischi lavorativi, ai processi d'innovazione tecnologica ed organizzativa, ai bisogni di formazione, ecc.

2. le decisioni aziendali migliorano se queste devono essere giustificate ad un ben informato e attrezzato organismo di rappresentanza dei lavoratori. Normalmente, la presa di decisioni in democrazia industriale prende più tempo; i risultati, però, sono migliori. Il management, che deve informare e consultarsi con i rappresentanti dei lavoratori, è costretto a considerare e valutare prima tutte le alternative, in modo da soddisfare, poi, eventuali domande e obiezioni. Questo eviterà un maggior rischio d'errore, favorirà il consenso, la prevenzione del conflitto e darà maggiori garanzie sui risultati.

3. le decisioni aziendali prese secondo procedure d'informazione, consultazione e co-decisione sono più facili da attuare di quelle assunte unilateralmente. Il tempo "perso" in questi processi decisionali è sempre riguadagnato successivamente. Il management eviterà frizioni e la necessità di conquistare il consenso post facto dei gruppi di lavoratori interessati.

4. in periodi di ristrutturazioni economiche, la partecipazione dei lavoratori attraverso organismi rappresentativi aiuta ad escludere scelte strategiche del management che possono nel lungo periodo essere economicamente non ottimali. Quando le aziende sono sotto pressione sono generalmente portate a tagliare i costi, non solo quelli relativi ai salari, ma anche gli investimenti in formazione e ricerca/sviluppo. Nel lungo periodo queste scelte si rivelano sempre negative allo sviluppo ed alla competività. La progettazione di ristrutturazioni produttive, tecnologiche ed organizzative se accompagnate anche da una progettazione sociale, basata sul consenso, può offrire alternative e maggiori garanzie di successo.

5. le aziende che sopportano una crisi o una razionalizzazione delle proprie capacità produttive hanno benefici dalla cooperazione di un organismo eletto di rappresentanza dei lavoratori. Se un'azienda può dimostrare di essere in una crisi profonda e che è disposta a gestire con i lavoratori la necessità di equi sacrifici, può contare sul senso di responsabilità e sul sostegno dei rappresentanti dei lavoratori in cambio di un loro maggior controllo sulle misure di aggiuntamento concordate (aumento della produttività, gestione degli esuberi, riduzione dell'orario di lavoro, ecc.).

6. la democrazia industriale aumenta l'efficienza industriale, legando l'interesse del capitale alle performance economiche di lungo periodo dell'impresa. Il capitale può fare profitti sempre; la prosperità dei lavoratori, invece, dipende dalla capacità, non solo di oggi ma anche del futuro, dell'azienda di avere risultati positivi. Per questo i lavoratori sono interessati al reinvestimento nell'impresa degli utili e su questo interesse si può basare un'intesa con il management da far valere nei confronti, ad esempio, degli azionisti. Con riguardo a ciò e con riferimento ad esempio alla formazione, alla crescita delle professionalità ed alla gestione delle risorse umane, i comitati aziendali sono chiamati ad essere una risorsa importante per la riuscita dei piani d'investimento e di innovazione

7. la democrazia industriale abilita l'azienda a costruire una "cultura della consapevolezza" che può servire come alternativa superiore al controllo burocratico. Un sistema di relazioni industriali di tipo partecipativo può favorire un processo valido ed efficace di decentralizzazione e qualificazione delle decisioni, che coinvolga i lavoratori. Oggi si richiede nelle imprese un decentramento delle competenze (postfordismo); la responsabilità, l'auto-motivazione e l'auto-controllo nel lavoro richiedono un'identificazione con l'organizzazione, che non può essere imposta, ma solo negoziata e praticata con il consenso. La democrazia industriale è la sola via in grado di garantire, nel lungo periodo il soddisfacimento di questo risultato, che è cruciale per un'alta performance economica dell'impresa.

8. la democrazia industriale è uno strumento ideale per garantire i migliori risultati alle politiche pubbliche per il lavoro e l'occupazione. L'attuazione di un moderno programma di formazione o di occupazione giovanile, così come la giusta adozione delle misure di igiene e sicurezza del lavoro, ad esempio, richiedono la presenza nei luoghi di lavoro di "agenti" che rappresentino gli interessi non solo del management, ma anche dei lavoratori. Solo in questo modo è possibile garantire, dando spazio ad un livello di negoziazione locale, le opportune flessibilità ed i controlli al fine di raggiungere, in modo non burocratico, gli obiettivi posti dalla politica pubblica.


Nota : Le ragioni esposte da Streeck sono ancora oggi, una traccia importante di riflessione PER TUTTI, che dovrebbe aiutare il movimento sindacale a ricercare, aldilà di tante - e valide - affermazioni di principio e di valori, i motivi forti di un impegno e di un confronto con le organizzazioni imprenditoriali sui terreni della democrazia e dei modelli di sviluppo.

RSU RICOH ITALIA SRL -
Distinti Saluti

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