giovedì 27 maggio 2010

C’è grossa crisi !


“L’unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi, da quello scambio, le conclusioni.” Ernesto Che Guevara

La manovra economica di questa destra al governo è la ciliegina sulla torta in una situazione di declino dell’intero paese. Ormai non sono più queste manovre a destare scalpore, ma la scomparsa di una opposizione popolare, da parte della gente, cittadine e cittadini delle metropoli in primis, che sono come drogati da un sistema che li spinge ad accettare tutto, ad accettare che la crisi la debbano pagare loro, mentre chi l’ha causata continua ancora a mangiarci sopra, basti pensare che le retribuzioni annue dei dirigenti nel nostro paese sono aumentate dal 2007 ad oggi di più di 30mila euro.


E’ in atto un massacro sociale vero e proprio, un arretramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie senza che ciò abbia prodotto alcun risultato a favore del lavoro, reso sempre più precario. 300.000 sono i cassintegrati (per il 58% padri e madri di famiglia), quasi sicuramente futuri disoccupati che aumenteranno la cifra di disoccupazione nel nostro paese.
Nella capitale si conquista il record di maggior numero di lavoratori precari, l’85% infatti ha un contratto di lavoro a tempo determinato ( la media nazionale è del 65%-70% ), a volte si arriva a vergognosi contratti di tre giorni! Dove si può si cessano i contratti indeterminati, per introdurre al lavoro precario soprattutto i giovani (ricerca dell’Osservatorio comunale sul mercato e le condizioni del lavoro, del dipartimento di sociologia e comunicazione della facoltà di sociologia della Sapienza, sotto la direzione scientifica del professor Paolo De Nardis ).
Ed arriviamo al punto dolente: il tasso di disoccupazione giovanile (25,4 % in Italia e 30,6% nel Lazio!) è più del triplo di quello totale (7,8 %) e più elevato di quello europeo (19,8 %). Disoccupazione che riguarda giovani con o senza alti titoli di studio, volenterosi o non a trovare un’occupazione, anziani di domani che non possono lavorare, non possono versare contributi, non possono andare via di casa, non possono fare nulla, relegati ad un ruolo di non protagonismo nella vita economica, politica, sociale e culturale del nostro paese, immeritato posto riservato al futuro di un paese sull’orlo del declino!
A questi dati vanno aggiunti quello del lavoro irregolare che colpisce molti giovani, costretti all’abbandono scolastico e la forza-lavoro dei migranti, tra i più sfruttati nel nostro paese. Come se non bastasse, oltre ad essere attaccato il lavoro, vengono deturpati territori e ambiente, viene colpita la libera informazione, la laicità dello stato, il diritto ad avere una scuola ed una università pubblica, il diritto alla salute, allo sport ed alla cultura.
Questa è la situazione in cui la sinistra deve operare e dirigere la sua azione: risvegliare le coscienze di un popolo e di una gioventù falcidiate da una crisi che cercano in modo vergognoso di nascondere ai loro occhi, ripartire a parlare con la gente che si è arresa ad un futuro nero di precarietà. Ripartire dalle periferie delle grandi metropoli, immergersi nella quotidianità di chi vive la crisi e l’emarginazione, tra i lavoratori e i giovani che vivono la propria esistenza come evento drammatico; avvicinarsi a quella speranza di rivincita di un popolo che vuole difendere la propria dignità, rappresentata dalle centinaia e centinaia di lotte che nelle loro diverse forme e contenuti, ogni giorno levano alto un grido di protesta nella nostra penisola.

Nichi Vendola, sinistra ecologia e libertà

1 commento:

Anonimo ha detto...

Volevo collegarmi al discorso di Nichi,sulla disocupazzione e sul precariato.
Anche nel nostro caso stiamo pagando a caro prezzo sulla nostra pelle, la strana politica che si è infiltrata nell'economia Italiana, la nostra azienda ha investito aquiesendo aziende poi esternalizza il lavoro con piccole aziende e chiede al governo la cassa integrazione per i propri dipendenti, questa è una cosa VERGOGNOSA.
Non si può lasciare a casa personale altamente specializzato e formato dando gli interventi tecnici ad aziende senza requisiti
essenziali, non si possono spendere centinaia di migliaglia di euro per avere certificazioni, quando poi azziende che non hanno un minimo di requisiti, vanno a nome di Ricoh a fare interventi tecnici e i nostri tecnici restano a casa in cassa integrazione.....
Questa cosa non bisogna farla passare in nessun caso, perchè altrimenti a breve molti di noi resteranno a casa, e gente con partita iva andrà a rappresentare la ricoh senza alcun requisito, queste cose vanno DENUNCIATE.
Stiamo vivendo in questi giorni ispezzioni per avere alcune certificazioni sull'affidabilità dell'azienda, per caso vanno a controllare pure le partite iva?....
Bisogna obbligare l'azienda a dare disdetta a queste
società,altrimenti la cassa integrazione diverrà DISOCUPAZIONE