
Effettuate le assemblee con una discreta partecipazione...circa 150 lavoratori tra le due societa'.
Naturalmente abbiamo relazionato i colleghi su quanto emerso e concordato nella scorso incontro sindacale " vedi Verbale di Accordo : Prot.004-2009 Roma, 20-05-2009"
Ulteriori informazioni da richiedere all'azienda saranno le seguenti:
Attivita' lavorative assegnate dall'azienda a fornitori esterni.
Lista del personale assunto a tempo determinato, interinale, contratti a progetto, collaboratori.
Viene comunque ribadito che, nei prossimi incontri, il principale obiettivo sarà quello di trovare tutte le soluzioni possibili che permettano di salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro.
Le organizzazioni sindacali metteranno in atto tutte le azioni utili a contrastare decisioni non condivise con tutti i lavoratori.
Ribadiamo inoltre che la partecipazione alle Assemblee generali indette dalla RSU/RSA Ricoh italia, sono autorizzate e normate dal contratto integrativo in essere.
Per cui tutti i lavoratori hanno il diritto-dovere di presenziare.
9 commenti:
Attenzione a quello che già in passato è stato seguito commercialmente in modo diretto e poi passato in assistenza a imprese esterne (fatto in periodo migliori di aumento dei carichi di lavoro). Allo stato attuale delle cose sarebbe gravissimo mantenere questa terziarizzazione ulteriormente. In particolare in alcune zone è grande il calo di lavoro in assistenza tecnica.
SPIEGATI MEGLIO !
per favore mi spiegate perché non possiamo accedere alla cassa integrazione invece di essere licenziati attraverso la mobilità?
Volevo dire che in passato specie nelle point si è passato molto lavoro di assistenza a ditte esterne. Ora che che c'è un calo di lavoro non è corretto che rimangano fuori! Insomma negli anni passati non si è assunto e si è preferito passare all'esterno l'assistenza, ora che c'è carenza di lavoro perché non riprendere in mano tutto?
Cos’è la messa in mobilità?
Con il termine mobilità oggi si indica il licenziamento collettivo, che l'imprenditore può adottare in presenza delle due seguenti condizioni, previste dalla legge 223/91. La prima ricorre allorquando l'imprenditore, che ha già in atto sospensioni dal lavoro con intervento della Cassa integrazione guadagni straordinaria, ritenga di non poter attuare il risanamento o la ristrutturazione necessari al superamento della Cassa. La seconda si verifica allorquando l'imprenditore, che occupi più di 15 dipendenti, intenda licenziare almeno 5 lavoratori, nell'arco di 120 giorni, in conseguenza di una riduzione o di una trasformazione di attività o di lavoro, o quando lo stesso intenda cessare l'attività.
In entrambi i casi, l'imprenditore deve preventivamente informare le rappresentanze sindacali aziendali e i sindacati maggiormente rappresentativi. L’informazione deve riguardare i motivi che impediscono l'adozione di strumenti alternativi al licenziamento e le misure eventualmente programmate per ridurne l'impatto sociale. A richiesta del sindacato, all'informazione dovrà seguire un esame congiunto, all'esito del quale le parti possono raggiungere un accordo, che individui - tra l'altro - i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare in maniera diversa da quelli indicati dalla legge (carichi di famiglia, anzianità, esigenze aziendali). Le violazioni della descritta procedura sindacale comportano l'inefficacia del licenziamento, con obbligo di reintegrare i lavoratori nei rispettivi posti di lavoro.
A seguito della messa in mobilità, il lavoratore viene iscritto in un'apposita lista, che gli garantisce un accesso al lavoro agevolato. Inoltre, il datore di lavoro ha la possibilità di assumere a termine, per non più di 12 mesi, i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.
Il lavoratore in mobilità ha il diritto di percepire l'indennità di mobilità, a condizione che abbia almeno 12 mesi di anzianità aziendale (di cui 6 di lavoro effettivamente prestato), e sempre che il suo datore di lavoro rientri nel campo di applicazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria (in sintesi, si tratta delle imprese di maggiori dimensioni). Ricorrendo queste condizioni, il lavoratore ha il diritto di percepire una indennità pari a quella del trattamento straordinario di integrazione salariale per 12 mesi; l'indennità viene corrisposta per 24 o 36 mesi a seconda che il lavoratore abbia compiuto i 40 o, rispettivamente, i 50 anni ma, in questi casi, l'indennità è ridotta all'80% a far tempo dal tredicesimo mese. Nelle aree di maggiore tensione occupazionale, i termini sopra indicati sono superiori: l'indennità spetta per 24 mesi o, per chi abbia compiuto 40 o 50 anni, per 36 o 48 mesi; anche in questo caso, però, a far tempo dal tredicesimo mese l'indennità è corrisposta all'80%.
Cassa Integrazione guadagni
Tra i più importanti ammortizzatori sociali italiani, la Cassa Integrazione è un intervento di sostegno per lavoratori di aziende in difficoltà.
La cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) interviene per difficoltà temporanee e a carattere transitorio dell'industria (escluso l'artigianato) a prescindere dal numero di dipendenti, del settore edile e dell'agricoltura (per eventi metereologici). L'ente competente in materia di CIGO è l'INPS.
La cassa integrazioni guadagni straordinaria (CIGS) è concessa nei casi di crisi, ristrutturazione, riorganizzazione, conversione produttiva, privatizzazioni, fallimento, ecc., alle imprese industriali con più di 15 dipendenti e del commercio con più di 50, e alle aziende dell'editoria. Entrambi gli istituti garantiscono ai lavoratori messi in cassa integrazione, cioè temporaneamente sospesi dal lavoro, un sostegno al reddito.
La Divisione IV della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e Incentivi all'Occupazione è l'ufficio del Ministero del Lavoro preposto all'istruttoria delle istanze presentate dalle aziende per usufruire del trattamento straordinario di integrazione salariale.
ma vi siete resi conto che stanno facendo una campagna contro gli ex ricoh?
alle riunioni indette per fare il "punto sulla situazione" non fanno che ripetere: i dipendenti NRG sanno lavorare, hanno produttività più alta e tempi di intervento migliori ecc.ecc. questo davanti ad una platea composta da dipendenti di diversa provenienza: STANNO CERCANDO DI GIUSTIFICARE UNA IMMINENTE PULIZIA ETNICA DI LAVORATORI EX RICOH?
Ma non possiamo proprio farci niente?
Ti ricordo , se te ne sei dimenticato o fai finta di nulla , che nella passata precedente , la pulizia etnica , come la chiami tu , fino a prova contraria e' toccata a un buon numero di dipendenti EX NRG .... per cui non fare il sobillatore.....
non sobillo. sono preoccupata. quando ti dicono: tu non sai lavorare come i dipendenti nrg e lo ripetono ad altri colleghi della tua stessa provenienza... le scelte di chi va e di chi resta non possono basarsi su questo. non credi?
Scusate dobbiamo superare questa logica...Non dobbiamo cascarci dentro come entrambi i precedenti interventi hanno evidenziato. E' sempre stato così il "dividi et impera" l'hanno sempre usato in piccola o larga scala. Evitiamo di scannarci su motivi, che sicuramente ci sono, di differenza di modo di lavorare, questi dipendono unicamente da scelte del management allora in carica, nulla ne possono i singoli lavoratori. Non sono certo i lavoratori a scegliere il modello organizzativo della nuova società purtroppo (sic!). Allora partendo dalla consapevolezza che TUTTI siamo nella medesima situazione affrontiamo insieme quello che sarà (nessuno deve sentirsi privilegiato dalla sua provenienza). Spero che i sindacati, almeno loro non partano da presupposti sbagliati nell'affrontare i prossimi incontri, anche considerando quelle situazioni che, non per cattive intenzioni, non hanno mai avuto una copertura sindacale.
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