Manovra, per andare in pensione ci vorranno 46 anni e 9 mesi.
Ansa
Il maxi-emendamento segna un ulteriore e pesantissimo irrigidimento del sistema previdenziale italiano. Cgil: Si tratta di una scelta politica chiara di questo governo
Il maxi-emendamento del governo alla Legge di Bilancio 2026 segna un ulteriore e pesantissimo irrigidimento del sistema previdenziale italiano. Non si tratta di un semplice intervento tecnico, ma di una scelta politica chiara: spostare sempre più in avanti l’uscita dal lavoro, superando persino la rigidità introdotta dalla legge Monti-Fornero.
L’Osservatorio Previdenza Cgil ha analizzato in dettaglio gli effetti combinati delle misure contenute nel maxi-emendamento, con particolare riferimento all’articolo 33, incrociandole con l’aumento dei requisiti pensionistici legato all’attesa di vita, che il governo ha scelto di non bloccare.
L’aumento dei requisiti legato all’attesa di vita
“La Legge di bilancio conferma il meccanismo automatico di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. – spiega Ezio Cigna, responsabile delle politiche previdenziali della Cgil nazionale – Dopo una sterilizzazione parziale nel 2027 (+1 mese), dal 2028 il sistema torna pienamente operativo”.
Secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, “questo comporta un aumento progressivo dei requisiti contributivi per la pensione anticipata che, rispetto al 2026, arriva a +11 mesi dal 2037”, sottolinea Cigna. Già così, la pensione anticipata diventa un traguardo sempre più lontano, richiedendo oltre 43 anni di contribuzione.
Il colpo più duro: il riscatto della laurea
L’intervento più grave riguarda però la penalizzazione del riscatto degli anni di studio. “A partire dal 2031, una quota crescente dei periodi di laurea riscattati non sarà più utile ai fini del diritto alla pensione anticipata, pur continuando a essere integralmente pagata”.
La riduzione è progressiva: 6 mesi nel 2031, 12 mesi nel 2032, 18 mesi nel 2033, fino ad arrivare a 30 mesi esclusi dal 2035. Questo significa che quei mesi dovranno essere recuperati con ulteriore lavoro effettivo.
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