martedì 1 ottobre 2024
“Pene spropositate”, anche l’Osce boccia il ddl sicurezza
Il disegno di legge sicurezza sarà approvato a breve dal Senato in via definitiva nonostante le manifestazioni contro un testo ritenuto liberticida dalle organizzazioni umanitarie e da parte dell’opposizione parlamentare. A dare un giudizio negativo del provvedimento anche l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) attraverso il parere del suo Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr).
“La maggior parte delle norme potrebbero minare i principi fondamentali del diritto penale e dello stato di diritto – scrive l’Osce in un documento – Diverse criticità che potrebbero ostacolare l’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali, tra cui il divieto di maltrattamento e i diritti di sicurezza e libertà della persona, le libertà di riunione pacifica, di espressione e di movimento, nonché i diritti a un processo equo e al rispetto della vita privata e familiare, tra gli altri”.
Secondo l’Ufficio dell’Osce “alcuni dei nuovi reati proposti sono formulati in termini generici e vaghi” e non sono specificati gi aspetti costitutivi, lasciando spazio a “potenziali interpretazioni e applicazioni arbitrarie”. Manca poi il rispetto della proporzionalità delle pene “con il rischio di scoraggiare l’esercizio dei diritti umani” e anche il modo in cui viene trattata la resistenza passiva dei detenuti “può essere considerato sproporzionato, soprattutto se utilizzato come mezzo per punire l’espressione pacifica del dissenso”.
I principali rilievi riguardano la criminalizzazione della resistenza passiva e le misure inerenti le condizioni di detenzione e la tutela dei diritti delle donne e dei minori in carcere. L’Odihr procede quindi con un’analisi del testo del ddl sicurezza e poi con una serie di richieste, che coincidono con quelle di coloro che nel nostro Paese stanno protestando contro queste norme.
Tra queste richieste vi è l’intera riconsiderazione dell’introduzione del nuovo reato di occupazione abusiva di proprietà e della procedura che porterebbe agli sgomberi, o almeno “circoscriverli in modo più rigoroso”. Lo stesso vale la portata temporale dei poteri del commissario di polizia.
Anche sul fronte delle cosiddette misure anti-Ghandi, vale a dire “l’inasprimento delle sanzioni e la criminalizzazione di comportamenti di natura pacifica che arrecano disturbo o intralcio alla circolazione stradale”, sono chieste modifiche e la garanzia che “non sia prevista la pena della reclusione”.
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