giovedì 26 giugno 2014

Sciopero. Il colosso delle vendite on line non aumenta i fatturati e calunnia i lavoratori, che reagiscono insieme a Filcams e Fisascat

Lavoro

I “corpi infetti” di Groupon
— Riccardo Chiari, MILANO, 24.6.2014
Sciopero. Il colosso delle vendite on line non aumenta i fatturati e calunnia i lavoratori, che reagiscono insieme a Filcams e Fisascat

Multinazionale sotto accusa

Quella espres­sione quan­to­mai infe­lice per defi­nire i lavo­ra­tori accu­sati di essere poco solerti — “corpi infetti da eli­mi­nare” — ha fatto rumore, ancor più delle otto ore di scio­pero decise per oggi da Fil­cams Cgil e Fisa­scat Cisl. Nuvole nere si adden­sano su Grou­pon Ita­lia, ema­na­zione diretta del colosso ame­ri­cano lea­der mon­diale dei gruppi d’acquisto per mezzo dei quali acce­dere a ven­dite e ser­vizi scon­tati. La mul­ti­na­zio­nale, quo­tata al Nasdaq e arri­vata nella peni­sola quat­tro anni fa, con un por­tale web nel quale i clienti regi­strati pos­sono tro­vare nume­rose offerte e ser­vizi che vanno dalla risto­ra­zione agli esami medici, smen­ti­sce: “Respin­giamo con fer­mezza le accuse rela­tive a frasi svi­lenti e offen­sive nei con­fronti delle nostre per­sone, e rite­niamo che quanto comu­ni­cato non rispec­chi i valori di Grou­pon e la realtà dei fatti”. Ma certo è che i 450 addetti, due terzi dei quali lavo­rano nella prin­ci­pale sede di Milano, oggi incro­ciano le brac­cia. Con l’ulteriore annun­cio di un pre­si­dio mat­tu­tino, in corso Bue­nos Aires, sul quale hanno già messo i loro occhi elet­tro­nici le tele­ca­mere delle tv.

Alla base della pro­te­sta, indetta dalle prin­ci­pali sigle sin­da­cali del com­mer­cio e dei ser­vizi, ci sono riven­di­ca­zioni “clas­si­che” che vanno dal miglio­ra­mento dell’inquadramento con­trat­tuale all’aumento delle ore da dedi­care alla for­ma­zione. C’è anche la richie­sta di evi­tare la ridu­zione delle atti­vità, per­ché Fil­cams e Fisa­scat segna­lano il peri­colo di una delo­ca­liz­za­zione di alcune fun­zioni. Al tempo stesso la Fil­cams non dimen­tica di fare il punto sui rap­porti fra l’azienda, i sin­da­cati e i lavo­ra­tori. Rap­porti mai stati idil­liaci, almeno a giu­di­care da quanto viene denun­ciato dalla più grande cate­go­ria della Cgil: “Dopo tre respon­sa­bili delle risorse umane cam­biati e un’elezione, invece di fare passi avanti l’azienda riprende un approc­cio di con­tra­sto verso le rap­pre­sen­tanze, e di inti­mi­da­zione verso i lavo­ra­tori, col­pe­vo­liz­zan­doli del trend nega­tivo dei risul­tati, anche se le respon­sa­bi­lità non sono attri­bui­bili a loro ma a scelte stra­te­gi­che aziendali”.

Pro­prio sulle scelte azien­dali, alla vigi­lia dello scio­pero, arriva una novità posi­tiva: “E’ arri­vata in sede una mail dell’amministratore dele­gato — spiega Vana­dia Can­taro – che ha voluto ras­si­cu­rare sul fatto che non c’è alcuna inten­zione di licen­ziare addetti, né di delo­ca­liz­zare fun­zioni attual­mente in capo a Grou­pon Ita­lia”. La gio­vane dele­gata Fil­cams offre anche una pro­bante chiave di let­tura di quanto sta acca­dendo: “Dopo gli ottimi risul­tati dei primi anni è aumen­tata la con­cor­renza nel set­tore, con altre aziende pic­cole e grandi molto attive nella ven­dita on line. Non abbiamo avuto una fles­sione, per­ché a leg­gere i dati si vede che nell’ultima sta­gione gli ordi­na­tivi sono rima­sti sta­bili. Ma quando siamo arri­vati al tavolo sin­da­cale, l’allora respon­sa­bile delle ‘risorse umane’ ha detto che le per­for­mance dove­vano addi­rit­tura raddoppiare”.

In que­sta occa­sione è stata anche coniata l’espressione dei “corpi infetti da eli­mi­nare”: “Quel respon­sa­bile, che poi è stato sosti­tuito, accu­sava chi magari entrava in uffi­cio con qual­che minuto di ritardo, oppure andava alla mac­chi­netta per pren­dere un caffè. La sua è stata una frase dav­vero infe­lice – tira le somme Vana­dia Can­taro – ma ancor più in gene­rale ci sono delle dif­fi­coltà nelle rela­zioni sin­da­cali per­ché nell’ultimo periodo sono cam­biati ben tre respon­sa­bili alle risorse umane. E ogni volta il nuovo arri­vato ci dice che deve farsi un’idea della situa­zione, e quindi prende tempo. Ma così non si fanno passi avanti, men­tre secondo noi la cre­scita passa attra­verso la valo­riz­za­zione del per­so­nale e con cor­rette rela­zioni sin­da­cali, non certo con la chiu­sura all’ascolto e addi­rit­tura con le minacce”. Lo scio­pero odierno nasce come rispo­sta a que­sto stato di cose, e insieme come richie­sta di ripren­dere un lavoro comune di valo­riz­za­zione dei 350 “interni” di Grou­pon e del cen­ti­naio di addetti esterni al set­tore commerciale.

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