Fronte sindacale compatto per il rispetto della giornata di festa per le lavoratrici ed i lavoratori del
commercio in Lombardia. Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil scendono ancora una
volta in campo per ribadire la ferma contrarietà al sistema deregolamentato delle aperture
commerciali derivanti dall'applicazione della normativa sulle liberalizzazioni che non
avrebbe sortito alcun effetto sulla ripresa economica del Bel Paese. "Dopo oltre due
anni di liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive previste dal
decreto "Salva Italia" gli effetti reali e riscontrabili sono completamente negativi. Le
liberalizzazioni non hanno portato nessun aumento dell'occupazione, nessun aumento dei
consumi ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, impattando sulla vita delle
lavoratrici e dei lavoratori". E quanto si legge sul comunicato unitario diramato dalle
federazioni del terziario Cgil, Cisl, Uil per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica
sulla necessità di rivisitare le attuali previsioni normative sulla liberalizzazione degli orari
di apertura degli esercizi commerciali. "Purtroppo assistiamo sempre più spesso ad
una progressiva deregulation del lavoro dove gli interessi commerciali sembrano prevalere
sui diritti dei lavoratori sempre più esposti ad orari di lavoro estenuanti" ha dichiarato il
segretario generale della Fisascat, Pierangelo Raineri, sottolineando l'urgenza e la
necessità di ripristinare l'applicazione del Titolo V della Costituzione che assegna alle
Regioni ed alla disciplina locale la titolarità piena della legislazione e della
regolamentazione del commercio "dal quale far derivare una nuova fase di confronto che
garantisca equilibrio e condivisione dei provvedimenti e l'applicazione della contrattazione
collettiva in materia". A livello territoriale sono già stati indetti diversi scioperi unitari
per protestare contro le aperture commerciali decise per le giornate di Pasqua, Pasquetta,
25 Aprile e 1°Maggio.
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