MILANO - Lavoro, lavoro e ancora lavoro.
Dai sindacati e dagli imprenditori arriva una sola richiesta all'esecutivo: lasciate perdere l'Iva e l'Imu, concentrate gli sforzi per rendere il lavoro meno oneroso. E dall'esecutivo, per voce di Enrico Letta - in missione in Canada -, arriva una rassicurazione: "Ci confronteremo con loro prima della legge di stabilità".
L'ultimo appello, o meglio una minaccia, è arrivata dalla leader della Cgil, Susanna Camusso. La Legge di Stabilità deve portare un taglio della tassazione su stipendi e pensioni, altrimenti "saremo costretti a riaprire una nuova stagione di mobilitazione unitaria". Così ha parlato ai giornalisti alla fine del direttivo del sindacato.
"Questo sarà il punto dirimente, la misura di giudizio del provvedimento", ha spiegato Camusso. "Il dibattito attuale - ha spiegato - non ci convince. Stiamo galleggiando, non ci si sta confrontando con il profilo del Paese e con le reali necessità dei cittadini. Non aggredisce il nodo fondamentale che è l'ingiusta distribuzione del reddito". Se il provvedimento "non cambierà il passo, saremo costretti a declinare", ha puntualizzato chiedendo l'apertura di un confronto tra Governo e parti sociali. "Se non si scioglie questo nodo non si potrebbe che procedere con una mobilitazione con Cisl e Uil.
Non vogliamo seguire uno schema di galleggiamento c'è bisogno di risposte differenti".
In mattinata, una presa di posizione simile era arrivata dal naturale contraltare della leader Cgil, cioè il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi.
Il numero uno di Confindustria ha commentato la scelta del governo di concentrare gli sforzi sul congelamento dell'Iva (che dovrebbe salire al 22% da ottobre) con un laconico: "Non è la cosa prioritaria". Ha poi aggiunto: "Da tempo stiamo chiedendo ad alta voce, con tutta la nostra forza, il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale.
Questo - ha concluso - darebbe una spinta maggiore per far ripartire l'economia".
La risposta di Letta. L'appello di sindacati e industriali trova sponda in Enrico Letta.
"Sono convinto che Confindustria e sindacati faranno parte di un lavoro comune - ha detto il premier dal Canada - : ci siamo parlati e ci parleremo prima della legge di stabilità".
Un momento che si annuncia decisivo per l'esecutivo. "La legge di stabilità sarà il passaggio chiave - ammette Letta -, il momento in cui chiameremo la coalizione ad assumersi gli impegni per il futuro, per tutto il 2014".
La Repubblica, 23-09-2013
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