giovedì 28 giugno 2012

Sindacati insoddisfatti: aspettiamo le modifiche

28/06/2012

Sole 24 Ore

ROMA Il fronte sindacale è compatto nell'esprimere un giudizio negativo sul Ddl dì riforma del mercato del lavoro, considerato come una «occasione perduta».
Le modifiche apportate dal governo rispetto alla versione originariamente definita con le parti sociali -, frutto delle mediazioni con i partiti della maggioranza, lasciano insoddisfatti Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Ugl. L'attenzione è rivolta alle novità che dovrebbero essere introdotte dal governo (si veda l'articolo a pagina n), dopoche ilpremier Monti si è detto disponibile ad accogliere «tempestivamente» le proposte dei partiti della maggioranza. Anche se Raffaele Bonanni teme che, con le correzioni, il testo possa peggiorare. Per la Cgil «la partita non è chiusa»: il sindacato guidato da Susanna Camusso ha organizzato mobilitazioni in tutta Italia, la Fiom in una sessantina di aziende. Nel presidio che si è svolto di fronte alle Camera caratterizzato da momenti di tensione con i manifestanti dell'Usb e dei Cobas il segretario confederale Serena Sorrentino ha spiegato che la Cgil «non si rassegna e sarà in campo, con questo e i prossimi governi, per ottenere cambiamenti radicali» del Ddl. Attraverso le modifiche, ha ribadito Sorrentino, occorre avviare un «vero contrasto alla precarietà e un effettivo universalismo degli ammortizzatori sociali», due aspetti «cruciali che il Ddl disattende, nonostante i propositi iniziali del governo». Per l'esponente Cgil il ddl è «dannoso e preoccupante», perché «aumenterà i contenziosi e le incertezze, gli unici beneficiari saranno i consulenti del lavoro». Le annunciate correzioni all'articolato preoccupano il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: «Solo sul tema degli ammortizzatori sociali bisogne:rebbe allungare i tempi per utilizzare il nuovo ammortizzatore dell'Aspi, per non creare difficoltà ai lavoratoriafferma-. Sul resto, meno si tocca e meglio è, d'altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare». Per Bonanni le misure del Ddl non avranno impatto sull'occupazione, «il rilancio si realizzerà solo se pagheremo meno le tasse, meno l'energia, se avremo più infrastrutture». Per la Císl non mancano aspetti positivi segnalati dal segretario generale aggiunto, Giorgio Santini, come «l'apprendistato come contratto dominante per l'accesso all'occupazione e il contrasto degli abusi nella flessiblità», tuttavia «il voto di fiducia ha impedito alcuni miglioramenti chiesti» che «vanno recuperati al più presto, a partire da un prolungamento della transizione verso il nuovo regime degli ammortizzatori sociali». Del tutto negativo il giudizio della Uil: «Ci saremmo aspettati una sfida sulla piano della crescita e della produttività bilanciata da maggiori tutele per i lavoratori più deboli del nostro sistema produttivo afferma Guglielmo Loy -. Ci saremmo aspettati la costruzione di un sistema di protezione sociale plasmato sia sulle nuove regole pensionistiche che su una fase di grande difficoltà della nostra economia, ma cosi non è stato, si è persa un'occasione». Giovanni Centrella (Ugl) definisce il Ddl «inutile e dannoso», l'augurio è che «il sacrificio imposto ai lavoratori di oggi e di domani sia utile almeno a salvare l'Europa da un tracollo». Per Marco Paolo Nigi (Confsal) «la riforma è confusa, non incisiva e forse inutile», la «complessità della struttura e la scarsa chiarezza della disciplina potrebbero provocare un vasto contenzioso».





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