venerdì 25 maggio 2012

Nota sull'incontro tecnico con il Ministero del lavoro in merito alla questione dei cosiddetti “esodati”

Nota sull'incontro tecnico con il Ministero del lavoro in merito alla questione dei cosiddetti “esodati”
Si è svolto ieri pomeriggio l'incontro tecnico con il Ministero del lavoro suldecreto interministeriale che riguarda la platea dei lavoratori salvaguardatirispetto all'applicazione dei nuovi e più restrittivi requisiti per il diritto a pensione previsti dalla legge Monti Fornero.

L'incontro è stato del tutto insoddisfacente.Anche se lo abbiamo ripetutamente richiesto non ci è stato consegnato alcun  testo del decreto, né abbiamo potuto prenderne visione quanto meno nel corso
della riunione.Ci sono stati illustrati di nuovo i criteri di individuazione dei beneficiari, che ci
erano già stati detti dal Ministro nella precedente riunione:criteri inaccettabili in quanto molto più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge 214 del 2011.La filosofia che sta dietro al decreto è la seguente:le risorse stanziate sono sufficienti per 65.000 persone, la platea dei beneficiari quindi deve essere ristretta fino ad arrivare a 65.000 persone, anzi forse con i rigidi vincoli imposti non si arriverà neanche a 65.000. Riteniamo tale impostazione politicamente sbagliata visto che, a nostro avviso, in uno stato di diritto, è doveroso proprio partire prima dall'individuazione di tutti i possibili beneficiari delle deroghe e poi andare alla ricerca delle risorse finanziarie per garantire a tutti il diritto a
pensione. Una cosa è certa, l'impostazione inaccettabile data al decreto dimostra quello che abbiamo sempre sostenuto: la platea dei beneficiari è molto più ampia rispetto alle risorse stanziate. Il Governo ha fatto male i conti e non mantiene le promesse fatte, lasciando tante lavoratrici e tanti lavoratori
senza alcun sostegno economico e senza pensione. Abbiano di conseguenza contestato l'impostazione del decreto ed abbiamo anche detto che, a nostro avviso, un decreto interministeriale può stabilire
criteri di priorità e modalità di attuazione della norma, ma non può restringere la platea dei beneficiari modificando restrittivamente quanto previsto nella norma originaria. Ci è stato risposto che le deroghe previste dalla legge 214 del 2011 non generano un diritto soggettivo perfetto a pensione, bensì un
diritto condizionato a risorse: come abbiamo sempre detto, quindi, si tratta di una vera e propria lotteria, che inficia i diritti delle persone e che non rispetta i patti che erano stati sottoscritti così come il legittimo affidamento che su quei patti avevano fatto i lavoratori. Per quanto riguarda i criteri di individuazione della platea, riportiamo in sintesi quanto ci è stato detto nelle due riunioni, evidenziando ancora una volta che non abbiamo mai potuto prendere visione del decreto e che quindi avremo certezza di quanto riportiamo solo quando saremo nelle condizioni di avere il testo:

a) Lavoratori collocati in mobilità ordinaria in base ad accordi sindacali sottoscritti entro il 4 dicembre 2011, che maturano il diritto a pensione entro il periodo di fruizione della mobilità. Secondo il Ministero del lavoro, ma soprattutto secondo l'interpretazione data dalla Ragioneria generale dello
Stato( !) rientrano nella platea dei beneficiari della deroga solo i lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 erano già collocati in mobilità, con esclusione quindi di tutti i lavoratori che sono stati o che saranno collocati successivamente a tale data. Inutile dire che abbiamo contestato tale
interpretazione, visto che la data del 4 dicembre si riferisce alla sottoscrizione degli accordi e che con questa interpretazione sono moltissimi i lavoratori che vengono tagliati fuori dalle deroghe (a solo titolo di esempio citiamo gli accordi Telecom e Alitalia, ma ci sono tantissimi altri accordi). I lavoratori destinatari della deroga sono, secondo, i calcoli fatti dall'INPS (in base alle indicazioni date  dai Ministeri) 25.590.
L'INPS ci ha detto che in questa platea sono stati considerati anche i lavoratori e le lavoratrici che, in seguito all'aumento dell'età legato alla speranza di vita e all'aumento dell'età pensionabile previsto per le donne dalla legge 148 del 14 settembre 2011, avrebbero perso il diritto alla deroga perfezionando i requisiti per il diritto a pensione dopo la fine della fruizione dell'indennità di mobilità.

Abbiamo chiesto se questa positiva precisazione fosse contenuta nel decreto. Ci è stato risposto che c'è un accordo nel Governo su questo punto, ma che nel  decreto non c'è scritto nulla. Trattasi ci è stato detto di una questione che sarà affrontata con apposito atto normativo (presumiamo decreto interministeriale che prolunga l'indennità di mobilità per i mesi necessari per raggiungere il diritto a pensione). Abbiamo ribadito che è necessario che ci sia subito un atto scritto, che non si possono dare informazioni e certezze ai lavoratori ed alle lavoratrici sulla base di affermazioni che non sono convalidate da alcun provvedimento.

Abbiamo anche posto il problema dei lavoratori che finiscono la mobilità senza maturare il diritto a pensione e che, in assenza della legge Monti Fornero, avrebbero dovuto e potuto raggiungere il diritto a pensione con pochi mesi di prosecuzione volontaria. La radicale e non graduale modifica dei requisiti previsti per il diritto a pensione dalla legge anzidetta comporta per questi lavoratori il pagamento dei versamenti volontari per periodi molto lunghi o, in assenza di risorse economiche, la necessità di attendere senza lavoro e senza alcun sostegno economico l'età prevista per la pensione di vecchiaia, requisito che si può raggiungere anche dopo 10 anni! Non abbiamo avuto alcuna risposta.

Abbiamo chiesto notizie del decreto che deve essere fatto per il prolungamento dell'indennità per coloro che raggiungono il diritto a pensione nel 2012 e che non sono riusciti ad entrare nella lotteria dei 10.000 ed il Ministero del lavoro ci ha risposto che trattandosi di prolungamento di indennità stanno predisponendo un apposito decreto interministeriale che, a quanto ci è stato detto, dovrebbe essere emanato entro una settimana o al massimo 10 giorni.

b) Lavoratori in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011. Anche in questa fattispecie il Ministero del lavoro prende in considerazione i lavoratori già posti in mobilità alla data del 4 dicembre 2011. I lavoratori destinatari della deroga sono 3.460.

c) Titolari alla data del 4 dicembre 2011 di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché lavoratori per i quali sia stato previsto, con accordo collettivo stipulato sempre entro il 4 dicembre 2011, il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà: in tale ultima fattispecie la legge milleproroghe ha previsto che i lavoratori restano comunque a carico del fondo fino al compimento del 60 esimo anno di età, anche se maturano prima di tale età il diritto a pensione. Con il decreto interministeriale si dice che i lavoratori rimangono a carico del fondo fino a 62 anni: si modifica così quanto  previsto dalla norma primaria. I lavoratori destinatari della deroga sono
17.710.

d) Autorizzati alla prosecuzione volontaria antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011. Nella precedente riunione il Ministro aveva parlato di 10.250 soggetti aventi diritto alla deroga alle seguenti condizioni: aver maturato entro il 6 dicembre 2013 sia i requisiti per il diritto sia l'apertura della finestra,” in analogia” con quanto previsto per gli esodati e non aver svolto alcuna attività
lavorativa dopo l'autorizzazione ai versamenti volontari. Nell'incontro di ieri si è aggiunta una terza condizione: aver versato almeno un contributo dopo l'autorizzazione. Secondo il Ministero tutte queste condizioni sono state introdotte per restringere la platea dei beneficiari. Come ricorderete il Direttore
generale dell'INPS in una audizione alla Camera aveva parlato di 1.400.000 possibili beneficiari. L'INPS ha eliminato i deceduti ed i già pensionati ed è arrivato a quota 580.000. Per arrivare a 10.250 sono state poste le altre condizioni. E' evidente che anche in questa fattispecie si modifica la legge 214
del 2011.Abbiamo detto al Ministero che le norme non si applicano in analogia (ci vuole un provvedimento legislativo) e che risulta del tutto inaccettabile il fatto che si vogliano escludere dalla deroga coloro che, pur di mantenere la propria famiglia, hanno accettato dopo l'autorizzazione qualsiasi tipo di lavoro (partite IVA, cococo, cocopro, lavori stagionali, saltuari, a tempo determinato
ecc) mentre in questo modo si premia e si incentiva il lavoro nero.

e) Lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio. Il provvedimento di concessione dell'esonero deve essere stato emanato prima del 4 dicembre. Su questo punto è stato ripreso il testo della legge 214/2011.Si tratta di 950 lavoratori.

f) Lavoratori che,alla data del 31 ottobre 2011, risultano essere in congedo per assistenza ai figli con disabilità grave, sempre ché tali soggetti maturino entro due anni dalla data di inizio del congedo stesso il diritto alla pensione di anzianità con 40 anni di contribuzione. Anche in questo caso è stato ripreso il testo della deroga contenuta nella legge milleproroghe. Si tratta di pochissimi lavoratori: 150.

g) Lavoratori che hanno sottoscritto accordi individuali, ivi compresi quelli sottoscritti, ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 ter del codice di procedura civile (tentativo di conciliazione, processo verbale di conciliazione, altre modalità di conciliazione ed arbitrato previste dalla contrattazione collettiva) o
accordi collettivi di incentivo all'esodo semprechè abbiamo risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 e maturino entro il 6 dicembre 2013 sia i requisiti per il diritto a pensione sia l'apertura della finestra. Anche su questo punto il decreto prende a riferimento il testo della legge milleproroghe. Sitratta, secondo i dati INPS, di 6.890 lavoratori. Su questo punto abbiamo fatto presente che ci sono molti accordi sottoscritti nel 2011, in cui la cessazione del rapporto di lavoro è stata concordata nel 2012 e che sarebbe necessario risolvere anche questi casi. Ovviamente ci è stato risposto che è necessaria una modifica legislativa.

Nella chiusura dell'incontro abbiamo posto anche altre due questioni: le ricongiunzioni onerose e il mantenimento del requisito dei 15 anni di contribuzione per chi lo aveva già maturato alla data del 31 dicembre 1992 o per chi a quella data era autorizzato ai versamenti volontari.

Sulle ricongiunzioni onerose il Ministero ci ha detto che sta facendo approfondimenti e che non ha ancora ricevuto nulla da parte del Ministero dell'Economia, rimandando la questione ad altri eventuali incontri. Anche sulla questione dei 15 anni ci è stata detta la stessa cosa. Sono in corso pprofondimenti tra INPS e Ministero del lavoro ma dobbiamo sentire l'economia.

Abbiamo appreso questa mattina che il Ministro Fornero ha firmato il decreto e lo ha inviato a Monti per la sua firma. Il ministro ha anche affermato che per lei la partita degli esodati è chiusa. Ci sembra che l'affermazione sia molto grave e che il ministro manchi di senso di responsabilità.

Vi informiamo, inoltre, che abbiamo unitariamente iniziato a fare le riunioni con i partiti e che il 30 maggio faremo un incontro con il Presidente della Commissione Lavoro della Camera e con con i capigruppo dei partiti della stessa Commissione che appoggiano il Governo.

Stiamo lavorando con CISL e UIL per mettere a punto le iniziative unitarie di mobilitazione.

Vi terremo costantemente informati sulla questione.
La Responsabile delle Politiche Previdenziali
Il Coordinatore del DipartimentoWelfare e Nuovi Diritti

Roma, 23 maggio 2012

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