27/02/2012
ll Comitato Direttivo della CGIL riunitosi oggi ha approvato il documento presentato dalla segreteria nazionale sulla trattativa con il Governo per la riforma del mercato del lavoro con 97 voti (88,9%) contro i 12 voti (11%) andati al documento della minoranza.
“Il Paese ha bisogno di crescita e di coesione sociale. La trattativa sulla riforma delle regole del lavoro non può prescindere da questi obiettivi.
La CGIL ritiene indispensabile realizzare un’intesa che riduca la precarietà ed estenda gli ammortizzatori sociali con il criterio della universalità.
La crisi ha reso ancor più evidente come la precarietà sia diventata uno strumento ordinario per le nuove assunzioni penalizzando in particolare donne e giovani.
L'80% delle assunzioni avviene con contratti temporanei, è drasticamente in calo il numero di persone che transitano verso un posto stabile e aumenta l'effetto intrappolamento che si trascina ormai per anni. Il decreto sul lavoro interinale, approvato venerdì scorso, oltre che sbagliato, rappresenta una intromissione nel negoziato in corso e deve quindi essere recuperato.
Intervenire per cambiare è dunque un tassello fondamentale: occorre cancellare forme precarie insensate quanto abusate, aumentare il costo del lavoro flessibile e premiare la stabilizzazione, rafforzare il ruolo dei servizi ispettivi contro ogni forma di abuso.
Gli attuali ammortizzatori sociali, che pure hanno evitato un aumento drammatico della disoccupazione, presentano caratteristiche di esclusione che vanno risolte.
Nella disoccupazione, lo strumento che oggi ha maggior caratteristica di universalità, vanno incluse tutte le tipologie di lavoro subordinato non ricomprese e va risolto il problema dei co.co.pro. monocommittenti esclusi da ogni tutela.
La cassa integrazione, una volta superata la fase attuale di profonda crisi, va ridisegnata con l’obiettivo di estenderne l’applicabilità a fronte di una generalizzazione della contribuzione necessaria a sostenerla.
In entrambi i casi, come avviene nel resto d’Europa, occorre prevedere un intervento diretto a carico della fiscalità generale.
É su questi aspetti centrali che la trattativa deve trovare una positiva conclusione, va quindi superando l'attuale fase di indeterminatezza di merito del governo, peraltro antitetica all'affermazione di conclusioni del negoziato entro il mese di marzo.
Per la CGIL sono questi i punti dirimenti per una accordo e su questo misureremo la coerenza dei fatti con le dichiarazioni pubbliche del governo.
Confermiamo infine che l'art.18 dello Statuto dei lavoratori è una norma di civiltà inderogabile il cui valore va oltre la tutela del licenziamento ingiustificato e costituisce un deterrente verso ogni altro possibile abuso.
Niente confuta questa realtà, è infatti falso che si tratti di una particolarità del nostro Paese rispetto al resto d’Europa.
La CGIL conferma quindi la propria indisponibilità ad intervenire su questi principi mentre conferma la disponibilità al confronto su proposte per una drastica riduzione dei tempi dei processi.
Occorre ora spingere il negoziato verso una positiva conclusione che noi consideriamo utile e possibile. Serve superare le ambiguità della trattativa e serve, a sostegno di questa impostazione, avviare un’ ampia e immediata fase di informazione e mobilitazione delle categorie e delle strutture territoriali, preservando, ovunque sia possibile, il carattere unitario di queste iniziative come nel caso della giornata di mobilitazione europea del 29 febbraio.
Vanno mantenute e rilanciate, in questo percorso, le richieste della piattaforma unitaria a partire dalla necessità di una politica industriale per sostenere l’innovazione e la crescita, di un ruolo del welfare inteso come fattore di sviluppo, un fisco più equo che restituisca risorse ai lavoratori ed ai pensionati oltre che la correzione della manovra sulle pensioni, che resta, a nostro giudizio, fortemente penalizzante per tutti. Infatti l’intervento sulle pensioni non ha avviato nessuna redistribuzione a favore dei giovani penalizzando invece l’insieme dei lavoratori e delle lavoratrici, a cominciare da coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo del lavoro, rendendo inoltre ingestibili le ristrutturazioni aziendali già definite e ponendo una seria ipoteca sui futuri interventi.
Allo scopo di coinvolgere pienamente l’insieme delle strutture in questo percorso la CGIL decide di convocare per lunedì 5 marzo 2012 l'Assemblea straordinaria delle Camere del Lavoro”.
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