La Confederazione esprime soddisfazione per il reintegro dei tre operai a Melfi deciso dalla Corte di appello di Potenza che ha accolto il ricorso della FIOM CGIL.
La sentenza "dà forza a sciopero FIOM CGIL del 9 marzo e dimostra che FIAT non è infallibile"
I tre operai della FIAT di Melfi, licenziati nell'estate del 2010, torneranno a lavoro. E' quanto deciso dalla Corte di appello di Potenza che accogliendo il ricorso della FIOM CGIL, ha ordinato alla FIAT di reintegrare nello stabilimento i tre operai licenziati (Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli) con l'accusa di aver bloccato un carrello durante uno sciopero interno.
“La sentenza della Corte di appello di Potenza che ha deciso di dare ragione al sindacato ed ai lavoratori coinvolti, determinandone il reintegro in azienda, non può che registrare la nostra soddisfazione”. E' quanto afferma il Segretario Confederale della CGIL Vincenzo Scudiere spiegando che, in questo modo, “oltre a fare giustizia nei confronti di licenziamenti assurdi si dimostra come la FIAT ha i suoi torti e non è infallibile nelle sue decisioni”.
“Questa sentenza – sottolinea il dirigente sindacale della CGIL - dà più forza alla decisione assunta dalla FIOM CGIL di dichiarare uno sciopero il 9 marzo per contestare la politica antisindacale della FIAT e per mettere al centro dell'attenzione del Paese la grande ingiustizia che stanno subendo i lavoratori e le lavoratrici di Pomigliano iscritti alla FIOM CGIL che finora – conclude
Nessun commento:
Posta un commento