MILANO
Oggi pomeriggio, mentre il ministro dell'Interno riferirà al Parlamento
sui disordini che sabato scorso hanno sconvolto la manifestazione di
Roma, nelle piazze davanti a Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo
Chigi i sindacati di polizia protesteranno contro i tagli ormai insostenibili
che questo governo ha inflitto al comparto sicurezza. Nell'aula Roberto
Maroni ripeterà le parole di lusinga già espresse nei confronti delle
forze dell'ordine. Ma fuori dall'aula quelle stesse forze dell'ordine gli ripeteranno
di essere stanche di parole vuote, quando dal loro bilancio mancano ormai 3 miliardi di euro.
UNA COLLETTA PER LA BENZINA
Tanto che le organizzazioni sindacali della categoria Siulp, Sap, Ugl e
Consap, Fns Cisl, Uil e Ugl saranno non solo a Roma, ma in tutte le piazze
d'Italia, con i bidoni vuoti di benzina per chiedere un contributo simbolico
ai cittadini per l'acquisto di carburante. E non si tratta di una semplice
provocazione: i soldi per il carburante necessario a mettere in moto
le autovetture per il presidio del territorio spesso mancano davvero,
e i servizi vengono limitati alle chiamate dirette sul 113.
Così gli agenti di polizia, vigili del fuoco, guardie forestali e carcerarie
in protesta (forti anche dell'appoggio indiretto di carabinieri e finanza
che, in quanto militari, non possono aderire esplicitamente alla mobilitazione)
chiederanno ai cittadini di inviare un contributo di solidarietà
presso il ministero dell'Interno. E in cambio rilasceranno degli attestati dei
fac-simile di obbligazione per maggiore sicurezza, legalità e sviluppo
in cui si spiegano le ragioni di una protesta così inedita nella forma
e così radicale nei contenuti. «La nostra mobilitazione si rende necessaria
perchè il governo sta riducendo i comparti sicurezza e soccorso pubblico sul lastrico. Appena tre giorni fa ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell'ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all'ordine pubblico e alle missioni»
scrivono i sindacati. In un periodo di grave crisi economica come quello
che stiamo vivendo «quasi ci vergogniamo a chiedere un contributo economico ai cittadini, ma siamo davvero arrivati al game over. Entro poche settimane termineranno
gli ultimi buoni benzina necessari per le nostre volanti, dopodichè non potremo più presidiare i quartieri della città».
LA SICUREZZA SUL LASTRICO Di fronte al dissesto incombente, rispetto
al quale non vogliono assumersi alcuna corresponsabilità, le forze dell'ordine non riescono a trattenere l'ira verso quelli che considerano i veri responsabili, anche
delle difficoltà incontrate negli scontri sabato a Roma.
«Siamo stanchi di assistere alle passerelle e ai bavosi attestati di solidarietà
da parte dei politici. Non sono le parole a proteggerci dalle violenze dei teppisti. Fosse per la politica, il Paese sarebbe già nell'anarchia. La politica, infatti,
quando interviene, lo fa solo per ostacolare il lavoro delle forze dell'ordine: tagliando le risorse in modo insostenibile, inventando leggi criminogene che vanificano anni di lavoro, adottando qualunque possibile strampalato provvedimento
che possa contribuire alla disorganizzazione delle strutture e dell'attività operativa» afferma Franco Maccari, segretario generale del Coisp.
«Questo governo non ha alcuna reale cultura della sicurezza. Il sistema
non può fare affidamento solo sulla grande professionalità e sullo spirito di sacrificio degli agenti,servono strumenti e investimenti adeguati. Tanto più che occorreranno anni per recuperare il terreno perso finora» accusa il leader
Silp Cgil, Claudio Giardullo. Il comparto resta dunque mobilitato.
Una nuova manifestazione è già in
calendario per fine mese.-*.-
1 commento:
Se il personale di Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del FUOCO scende in piazza... vuol dire che non siamo un paese civile e che funziona. Che vergogna!
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