LA MANOVRA DEL GOVERNO (CHE SI STA VARANDO IN QUESTI GIORNI), PREVEDE:
8. Il taglio ulteriore del trasferimento dei fondi a Comuni e Regioni che provoca:
a. l’aumento delle addizionali locali Irpef; la riduzione di tutti i servizi destinati al cittadino: asili nido, tempo pieno nelle scuole materne, elementari e medie;
b. riduzione dei servizi di assistenza ai disabili e agli anziani, con il chiaro intendimento che le donne debbano tornare ad essere solo “angeli del focolare”, peccato che il focolare sia spento per mancanza di mezzi;
c. l’introduzione del ticket di 10 € per qualunque visita medica;
d. misure di contenimento della rappresentanza politica che non fanno conseguire alcun risparmio economico, peggiorando tra l’altro l’efficienza amministrativa.
9. La riduzione di investimenti strategici, infrastrutturali e nella ricerca;
10. una tassazione denominata “contributo di solidarietà” che verrà applicata principalmente sui redditi da lavoro dipendente, sulle pensioni e sui redditi che attualmente sono già tassati;
11. l’aumento del costo dei carburanti che provocherà l’innalzamento dei prezzi e la conseguente diminuzione del potere di acquisto dei salari e delle pensioni.
12. la privatizzazione dei servizi pubblici (anche contro la volontà popolare, espressa con l’ultimo referendum), a danno dell’efficienza e del sostegno ai cittadini;
13. una modifica alla Costituzione che deresponsabilizza ancor di più le imprese (snaturamento dell’art. 41 della Carta Costituzionale);
14. la riduzione dei i servizi pubblici e della democrazia, che impedisce ai cittadini la partecipazione ai governi del loro territorio.
15. attacco al sistema contrattuale ed in particolare al contratto nazionale di categoria proseguendo nell’obiettivo dello smantellamento delle leggi e delle regole del lavoro, colpendo la dignità delle persone che lavorano e peggiorandone le condizioni di lavoro.
In questo quadro, la funzione erga omnes assegnata al II livello di contrattazione determina:
• la modifica del CCNL e delle leggi sul lavoro da parte di qualsiasi sindacato;
• la cancellazione dell’art.18;
• l’annullamento dell’accordo interconfederale dello scorso 28 giugno;
• l’affermazione del modello Fiat;
• l’azzeramento di ogni pratica democratica per l’approvazione di piattaforme e accordi da parte dei lavoratori e la misurazione della rappresentanza di ogni organizzazione sindacale.
16. la manomissione della legge sul collocamento obbligatorio dei disabili e la costruzione di veri e propri reparti ghetto dove confinare lavoratori e lavoratrici più deboli;
17. Lo spostamento delle festività civili (25 aprile – 1 maggio e 2 giugno) con un atto senza precedenti alla memoria, agli ideali e all’identità nazionale su cui si basa la nostra Carta Costituzionale e l’unità d’Italia;
18. Blocco del turn over nel pubblico impiego, l’incertezza della 13° mensilità e la liquidazione del TFR dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro, a scapito del lavoratore pubblico.
19. L’aumento dell’età pensionabile per le donne del settore privato da 60 a 65 anni, con penalizzazione per l’occupazione giovanile;
20. L’innalzamento della quota per la pensione di anzianità includendo coloro che maturano i 40 di contribuzione, dall’attuale quota 96 a 100 (somma data da età anagrafica e contribuzione).
21. il blocco sulle rivalutazioni delle pensioni e la riduzione di quelle di reversibilità e invalidità.
NESSUNA INIZIATIVA E RISORSA ECONOMICA A SOSTEGNO DELLA CRESCITA, SENZA LA QUALE NON SI RILANCIANO I CONSUMI E NON SI RIDUCE IL DEBITO PUBBLICO.
SCIOPERA ANCHE TU IL 6 SETTEMBRE 2011 … LAMENTARSI NON BASTA PIU’…
Rsu Ricoh Italia srl
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