Saviano lo dice chiaramente in tv: la mafia è anche al Nord e inquina i politici di ogni colore. Il ministro reagisce scomposto. Ma una spiegazione, quei milioni di leghisti di cui Maroni si sente portavoce, prima o poi la chiederanno. E non solo loro
di Pietro Orsatti, gliitaliani.it
Saviano descrive la penetrazione della ‘ndrangheta al Nord, e spiega come l’organizzazione criminale cerchi sempre di coinvolgere e inquinare e condizionare la politica e il potere. Al Sud come al Nord. E lo fa in diretta televisiva nel corso della trasmissione "Vieni via con me" su Raitre. E Saviano sa, come raccontano le recenti inchieste coordinate dalle procure di Milano e di Reggio Calabria, che la ‘ndrangheta stia cercando di "avvicinare" anche amministratori del Carroccio. Perché chi governa ha il controllo dei cordoni della borsa, ha il controllo degli appalti e degli affari. E questa è l’unica cosa che interessa la criminalità. Il denaro. Ma il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ben sa quale sia la situazione nelle regioni del Nord diventate qualcosa di più che una semplice colonia delle mafie, non ci sta all’accusa dello scrittore.
Ecco la reazione del ministro. "Mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Saviano – ha detto Maroni – animate da un evidente pregiudizio contro la Lega". Il ministro poi ha confermato di aver chiesto al Cda della Rai il diritto di replica. "Chiedo risposta – ha spiegato il ministro – anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite". Chiedere scusa solo per i leghisti? E gli altri abitanti delle regioni del Nord non contano? Sempre che si debba chiedere scusa di qualcosa. "Non c'è neanche bisogno – ha proseguito Maroni – di replicare ora nel merito, ma chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c'è qualcosa di vero e siccome non è così voglio poter replicare a quelle stupidaggini".
Lui, ha detto ancora il titolare del Viminale, "mi ha definito uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia e ora vorrei che ripetesse le accuse di ieri guardandomi negli occhi: è facile lanciare il sasso senza il contraddittorio". Se l’invito della Rai non arriverà, ha sottolineato, "sarà dimostrata a tutti che quella è una trasmissione contro la Lega e che la democrazia è un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo – ha aggiunto – che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma non mi stupirei di nulla. Attendo risposta".
Fa male a Maroni che la questione dell’insediamento stabile della criminalità organizzata, in particolare in Lombardia e nel milanese, venga sdoganata e resa pubblica da Saviano. Anche se Saviano non ha scoperto nulla di nuovo. Lo scrittore infatti ha riportato solo le informazioni delle inchieste giudiziarie in corso e delle inchieste giornalistiche non di oggi ma di anni e anni. Perché della questione se ne parla, ma nel disinteresse (peloso) della televisione. Si sa della penetrazione dei clan negli appalti, nella ristorazione, nella distribuzione da anni. Si sa del controllo del traffico della cocaina e delle estorsioni. Tutto pubblico e conosciuto. Tutto documentato dalle forze dell’ordine, dalla magistratura e dalla Commissione Antimafia. Ma la mafia, o meglio le mafie, al Nord non devono esistere. Non bisogna parlarne. La mafia è roba da terroni. Il Popolo Padano è immune dal richiamo dei soldi.
E quindi fa male che Saviano, con gli ascolti che ha, in prima serata sveli al paese una realtà abilmente tenuta sotto la linea dell’attenzione. Non è la denuncia, ma la forza del media che preoccupa Maroni. Perché Maroni sa cosa sta avvenendo. Non può non sapere visto il ruolo che ricopre e le informazioni a cui può accedere. Perché i soldi non puzzano e sono arrivati, da decenni, nel Nord. Perché la ‘ndrangheta gestisce affari leciti e illeciti coinvolgendo e inquinando tutto ciò che incontra. Perché ci sono intere zone del Nord sotto scacco da parte della criminalità. Perché a furia di sottovalutare il fenomeno questo è diventato una realtà enorme e radicata.
Faccia la persona seria, Maroni. La smetta di indignarsi e di fare propaganda. La criminalità organizzata nel nostro paese e in Europa è diventata un potere di dimensioni incalcolabili a furia di nascondere la testa sotto la sabbia. A furia di indignarsi quando qualcuno ha abbastanza coraggio di dire chiaramente, a tutti e pubblicamente, come stanno le cose, le mafie sono prosperate quasi indisturbate. E con loro un metodo, rodato e efficace, di controllo delle amministrazioni e degli affari. La ‘ndrangheta al Nord c’è, inquina politici di ogni colore, anche della Lega, e gli affari del pezzo ricco di questo Paese. Si rassegni e si metta a lavorare davvero. Perché una spiegazione quei milioni di leghisti, di cui Maroni si sente portavoce, prima o poi la chiederanno. E non solo loro.
Gli Italiani.it
31 commenti:
Oltre ad essere faziose le trasmissioni di Anno Zero , Vieni via con me , Ballaro' , Report ecc. non mi aspettavo che anche questo blog lo sia diventato. E poi si parla di Emilio Fede ....
Non si può, quindi, a voler essere onesti, accusare il partito di Maroni: come non si deve, ad essere onesti, dimenticare di dire che proprio con un ministro dell'Interno leghista si sono ottenuti i più clamorosi risultati nel contrasto alle mafie. Gli arresti di quattordici latitanti sui 30 più ricercati, i 18 miliardi di euro sequestrati e soprattutto le nuove norme che aiutano la guerra dello Stato alle mafie, vogliono pur dire qualcosa.
Direi che Fazio e' bravo ma fazioso.Saviano lo rispetto, ma credo che abbia sbagliato nel fare il paragone fra criminalita' organizzata a Sud e Lega al nord.Il ministro Maroni,leghista,sta facendo quello che nessuno prima di lui ha fatto.Lo stesso Saviano alcuni mesi fa l'ha riconosciuto.Forse lo spirito della trasmissione lo ha contaggiato.Qui erano tutti uniti da Bersani a Fini nell'aggredire questo governo
Saviano ai lettori de l'Unità: grazie a tutti
«Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere». È una frase bellissima e tragica di un uomo bellissimo e tragico di questo Paese, Giovanni Falcone. Il magistrato si sentì solo, e morì. È un ricordo importante, enorme, ma di questo si parla: coraggio e isolamento. Roberto Saviano è una persona sola, costretta alla solitudine dalla passione per il proprio lavoro, e dalla bravura nel farlo: questo è il paradosso che accomuna un bravo magistrato e un bravo scrittore. La tragedia incombe quando c’è un salto di qualità in questa condizione, e non dipende dai protagonisti, ma dagli altri: quando la solitudine diventa isolamento.
Ci è venuto in mente leggendo il Giornale di ieri, edito dai Berlusconi. Una prima pagina vergognosa, inaccettabile: «Una firma contro Saviano». La prima firma di questa campagna è sotto il titolo, quella di Vittorio Feltri, appena sospeso per tre mesi dall’ordine dei giornalisti, al quale è iscritto da 43 anni: non potrebbe scrivere, e lo fa perché se ne infischia. Da quelle parti, le regole valgono solo per gli altri.
Martedì l’attacco a Saviano fu mosso dal ministro dell’Interno, il responsabile dell’ordine pubblico del Paese, e dunque anche dell’incolumità di uno scrittore condannato a morte dalla camorra, e per questo protetto da una scorta. Ieri la guerra aperta dal quotidiano di Berlusconi. Dopo il ministro, ecco il premier, con i suoi «killer», come li ebbe a definire il presidente della Camera, oggetto delle attenzioni del Giornale negli ultimi mesi. Il quotidiano fa di più: chiama a combattere il popolo del nord, sperando di gonfiare l’odio verso Saviano. Questo significa «isolare» le persone. Il potere al suo livello massimo identifica in lui un avversario, quando invece dovrebbe essere al suo fianco perché la legalità che rivendica Saviano (nei suoi libri, in televisione) è un pre-valore, un patrimonio comune.
Ecco queste firme: venticinquemila, iersera, una cosa bella. E cresceranno. Saviano ha i suoi lettori, dei suoi libri, del giornale dove scrive. E i telespettatori che lo seguono. E ha i lettori dell’Unità, che ringrazia con le parole che leggete qui a fianco. E noi ringraziamo lui, testimone presso il pubblico di ciò che i magistrati fanno quotidianamente: combattere il radicamento al nord delle mafie, con i capibastone della ‘ndrangheta più intraprendente degli altri. Ci sono inchieste che lo confermano, rapporti della Dia (l’antimafia) che inquietano e indicano negli appalti, nel prossimo Expo a Milano, negli affari più vari i nuovi appetiti espansivi dei criminali. Chi ha soldi da investire, va dove possono rendere: è perfino ovvio che nemmeno Maroni può negarlo: «Il rapporto sull’attività semestrale della Dia l’ho firmato io», ha detto ieri il ministro. Quel rapporto è la polpa delle parole di Saviano.
Non si possono usare questi argomenti per fare propaganda. Per contrapporre nord e sud, per rimarcare un territorio elettorale (commerciale, anche, nel caso del Giornale). Non si può macinare la vita di un uomo di trent’anni nel tritacarne della polemica a effetto. Ecco questo appello: «Giù le mani da Roberto Saviano», c’è scritto sul sito unita.it. Ecco le firme. Ci sono nomi conosciuti e gente comune: li elenchiamo, qua e là. C’è un pezzo d’Italia che capisce la differenza - drammatica - fra essere soli ed essere isolati.
scusate,ma se i politici risolvono tutti i problemi ,alle prossime elezioni di cosa ci parlano ,cosa ci promettono di fare ,noi dobbiamo essere sempre ricattabili
Il ritorno di capitali sporchi a chi ha giovato?
Dell'Utri,recentemente condannato, a chi si rivolge?
I tagli alle Forze dell'ordine chi li effettua?
I senatori collusi con i camorristi
chi li appoggia?
Dacci tu una risposta !! Fai le domande e vuoi le risposte ?
Ma chi è che difende ancora maroni?
maroni ha una condanna definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e per banda armata (reato ormai ''estinto'' da una legge ad personam fatta da caleroli)!!!
Per il 2°commento : sai chi le conduce le inchieste? LA MAGISTRATURA. Sai chi predispone gli arresti? LA MAGISTRATURA.
E la magistratura che c'entra con il governo? NADA DE NADA! è un organo a parte!!!
per il 3° commento : SECONDO TE SAVIANO HA PARLATO A VANVERA?
HA PARLATO DELLE INCHIESTE DELLA BOCCASSINI! ED è VERO CHE LA 'NDRANGHETA INTERLOQUISCE CON LA LEGA. CHE C'è DA STUPIRSI?
DALTRONDE QUALCHE TEMPO FA LA LEGA HA VOTATO CONTRO L'ARRESTO DI COSENTINO (INDAGATO PER 'NDRANGHETA) SU CUI PENDE, APPUNTO, UN MANDATO DI CATTURA! E LA LEGA HA VOTATO CONTRO!!!!!!
maroni non ha parlato però del fatto che la procura di palermo ha appena confermato che dell'utri fu il tramite tra berlusconi e la mafia!
Chi giudica il programma ''vieni via con me'' FAZIOSO evidentemente è abituato a guardare grande fratello e la tv spazzatura che negli anni ci ha propinato ed imposto berlusconi .
QUESTO è L'ELENCO CHE AVREBBE DOVUTO LEGGERE MARONI :
* Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
* Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
* Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
* La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
* Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
* Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
* Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
* A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
* Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c’è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
* Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
* Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
CONTINUA....
... CONTINUA
* Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
* E’ un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
* Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
* Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
* Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
* Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
* Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
* Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
* Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
* Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
* Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
* L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
* Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
* Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
* Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
* E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
* I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
AL DI LA' DEGLI ELENCHI DA LEGGERE ...
con l’arresto di Iovine , si è arrivati alla cifra record di 29 dei latitanti super ricercati presi il punto è sempre lo stesso: come mai con il centrodestra c’è il record di arresti, confische, operazioni di polizia ecc e con il centrosinistra c’era un arrestato di peso ogni anno al massimo, le operazioni delle forze dell’ordine erano poche e le mafie non avevano alcun problema?
Forse perchè la sinistra non ha votato le leggi antimafia volute da Falcone o in generale ha sempre fatto approvare norme in favore dei mafiosi…
.....CONTINUA
Notevole l’ennesima figura ridicola dell’Unità. Nel numero in edicola il 18/11/2010 se la prende con Maroni attaccandolo sul rapporto della Dia che ha confermato la forte presenza della ‘ndrangheta al Nord e ironizzando sull’arresto del casalese Iovine in prima pagina (“il capo del Viminale si occupa di querele mentre gli agenti di Napoli arrestano Iovine, boss dei Casalesi”).
Insomma la strategia ottusa del giornale del Pd è quello di far passare Maroni come colui che nega l’infiltrazione delle mafie e come colpevole (ovviamente insieme al governo) di questa situazione.
Poi però, come fa Libero, se si va a leggere il rapporto si scoprono degli episodi che L’Unità ovviamente censura. Per esempio nel rapporto l’esponente leghista (non indagato) citato da Saviano non c’è mentre risulta negli atti l’ex sindaco di Trezzano sul Naviglio. Di che partito? Il Pd, guarda caso…
Esponente del Pd segnalato come colluso con le ‘ndrine che si sono radicate nella zona Sud-Ovest di Milano.
Insomma solita disinformazione della sinistra che copre scandalosamente le proprie vergogne locali per fare paginate di cronaca contro Maroni e il Governo, citando un rapporto che non hanno manco letto (o del quale hanno omesso volutamente alcuni episodi scomodi).
E meno male che i dossieraggi, le falsità, il finto giornalismo sono prerogative dei quotidiani di destra…
CONTINUA....
Bassolino e Iervolino indagati per epidemia e omissione d’atti d’ufficio
- Bassolino (per il periodo in cui era Commissario straordinario) sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frodi in pubbliche forniture
- Bassolino indagato per peculato
- Cimitile, presidente della Provincia di Benevento, indagato
- Fabozzi, consigliere regionale, citato in un’inchiesta perchè avrebbe favorito nell’attribuzione degli appalti i clan
- Tedesco, senatore, indagato per una questione di appalti nel settore
Questi e altri amministratori di alcuni paesi del napoletano sono gli indagati, rinviati a giudizio o sotto processo del Pd (e della sinistra) per questioni inerenti la questione dei rifiuti in Campania. Saviano parlando in tv di rifiuti e di inchieste politiche ha volutamente omesso di citare questi protagonisti.
Avrebbe potuto non segnalare tutte le inchieste ma addirittura censurare il duo della monnezza Iervolino&Bassolino dalla sua invettiva è veramente scandaloso
RIPETO IL COMMENTO :
sai chi le conduce le inchieste? LA MAGISTRATURA. Sai chi predispone gli arresti? LA MAGISTRATURA.
E la magistratura che c'entra con il governo? NADA DE NADA! è un organo a parte!!!
Inoltre mi piacerebbe sottolineare uan questione : LO SCUDO FISCALE PER CHI è STATO FATTO? DA CHI è STATO FATTO?
SAVIANO HA SEMPRE DETTO CHE LA CAMORRA IN CAMPANIA ERA IMMISCHIATA CON POLITICI DI DESTRA E SINISTRA. MA NON HA FATTO I NOMI, COME NON L'HA FATTO DEL LEGHISTA.
MA è PROPRIO VERO CHE NON C'è PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOL VEDERE. COME SI FA A DIFENDERE L'ATTUALE GOVERNO!!!! è INDIFENDIBILE!!
INDAGATI PDL :
Parlamentari e membri del governo cadono uno a uno, ma Berlusconi dice: "La legalità è la mia stella polare".
Ecco la lista di indagati e condannati del partito del premier
I direbbe il contrario. Sono almeno 35 gli indagati o condannati che siedono in Parlamento nelle file del partito del premier, una questione morale che si è allargata con le ultime vicende relative agli appalti sulle grandi opere e con l’inchiesta sulla P3, che coinvolge moltissimi big: da Verdini a Cosentino, da Dell’Ultri al sottosegretario Caliendo.
Abrignani Ignazio (deputato): è stato indagato a Milano per dissipazione post fallimentare nelle indagini sulla bancarotta Cit, agenzia di viaggi dello Stato.
Berlusconi Silvio (premier): 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.
Berruti Massimo (deputato): condannato a 8 mesi per favoreggiamento per aver depistato nel 1994 le indagini sulle tangenti Fininvest.
Brancher Aldo (deputato): condannato in secondo grado per falso in bilancio e finanziamento illecito, reato prescritto (il primo) e depenalizzato (il secondo). È imputato anche per la scalata Bnl, per la quale i suoi legali hanno chiesto il legittimo impedimento nel breve periodo in cui è stato ministro per il Federalismo.
Caliendo Giacomo (senatore e sottosegretario): indagato nell’inchiesta sulla nuova P3.
Camber Giulio (senatore): condannato a 8 mesi per millantato credito nell’ambito della Kreditna Banka. Era accusato di aver preso 100 milioni di lire.
Cantoni Giampiero (senatore): ha patteggiato 2 anni per corruzione e poi per concorso in bancarotta fraudolenta.
Ciarrapico Giuseppe (senatore): 5 condanne definitive fin dagli anni ‘70 per falso e truffa.
Comincioli Romano (senatore): imputato per false fatture e bilanci truccati di Publitalia, poi prescritto. Nel 2008 la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge la richiesta di usare le intercettazioni delle sue telefonate con Stefano Ricucci per la scalata al Corriere della Sera.
Cosentino Nicola (deputato ed ex sottosegretario): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Indagato anche nell’inchiesta sulla P3.
De Angelis Marcello (deputato): condannato a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva come dirigente del gruppo neofascista Terza Posizione.
De Gregorio Sergio (senatore): è stato indagato a Napoli per riciclaggio e favoreggiamento della camorra e corruzione.
Dell’Utri Marcello (senatore): sette anni in appello per concorso in associazione mafiosa per le contestazioni precedenti il 1992. È indagato a Roma nell’inchiesta sulla P3. È accusato di calunnia per aver ordito un piano per screditare alcuni pentiti palermitani che l’avevano accusato nel processo per associazione mafiosa. Deve anche riaffrontare il processo per tentata estorsione ai danni dell’imprenditore siciliano Vincenzo Garaffa.
CONTINUA....
...CONTINUA
De Luca Francesco (deputato): è stato indagato per tentata corruzione in atti giudiziari: il clan camorristico dei Guida si sarebbe rivolto a lui per un processo in Cassazione.
Farina Renato (deputato): ha patteggiato 6 mesi (pena commutata in una multa di 6.480 euro) per favoreggiamento nel processo per il sequestro di Abu Omar.
Fasano Vincenzo (senatore): condannato a 2 anni per concussione nel 2007, pena indultata.
Firrarello Giuseppe (senatore): arrestato e condannato in primo grado a Catania a 2 anni e 6 mesi per turbativa d’asta per le tangenti sulla costruzione dell’ospedale Garibaldi. Poi prescritto.
Fitto Raffaele (deputato e ministro): rinviato a giudizio per sei reati, prosciolto per altri cinque. Ancora aperti 2 casi di corruzione, un illecito nei finanziamenti ai partiti, 1 peculato da 190 mila euro e 2 abusi d’ufficio.
Grillo Luigi (senatore): L’assemblea del Senato ha negato l’uso delle intercettazioni nell’ambito della Banca popolare di Lodi. Prescritto a Genova per truffa per la Tav.
Landolfi Mario (deputato): è stato indagato per corruzione e truffa. Nella stessa inchiesta 5 pentiti chiamano in causa Nicola Cosentino.
Matteoli Altero (senatore e ministro): rinviato a giudizio per favoreggiamento riguardo un abuso edilizio all’isola d’Elba. La giunta della Camera ha negato l’autorizzazione a suo carico.
Messina Alfredo (senatore): è stato indagato per favoreggiamento nella bancarotta di HDC.
Nania Domenico (senatore): condannato nel 1980 a 7 mesi per lesioni quando militava neigruppi di estrema destra. Condannato in primo grado per abusi edilizi. Poi prescritto.
Nespoli Vincenzo (senatore): accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. L’aula del Senato ha negato l’arresto.
Nessa Pasquale (senatore): accusato di concussione, il pm aveva chiesto l’autorizzazione all’arresto.
Paravia Antonio (senatore): arrestato per corruzione nel 1995, prescritto nel 2004.
Proietti Cosimi Francesco (deputato): è stato indagato a Potenza con Vittorio Emanuele per la truffa ai Monopoli. Roma ha archiviato. È stato indagato anche nella Capitale per il filone legato agli ambulatorie alla ex signora Fini Daniela Di Sotto.
Russo Paolo (deputato): archiviato per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa quando era Presidente della Commissione parlamentare rifiuti. È stato indagato anche per violazione della legge elettorale.
Scapagnini Umberto (deputato): è stato indagato per abuso di ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei a Catania.
Sciascia Salvatore (senatore): condannato a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, quando era capo dei servizi fiscali gruppo Berlusconi, alcuni ufficiali della Gdf.
Simeoni Giorgio (deputato): è stato indagato per associazione a delinquere e corruzione per le tangenti sanità nel Lazio.
Speciale Roberto (deputato): condannato in appello a 18 mesi per peculato da parte della Procura militare perché da comandante della Gdf ha utilizzato per scopi personali aerei della Fiamme Gialle.
Tomassini Antonio (senatore): medico, condannato a 3 anni per falso: durante un parto una bambina nacque cerebrolesa ma lui contraffece il partogramma.
Valentino Giuseppe (senatore): è stato indagato per favoreggiamento, si sospetta che abbia rivelato a Ricucci che era intercettato quando era sottosegretario alla giustizia. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni.
Verdini Denis (deputato e coordinatore): indagato per l’inchiesta sulle Grandi opere, ora anche per la P3.
X COMPLETEZZA POSTO IL LINK DOVE CI SONO TUTTI I CONDANNATI DI TUTTI I PARTITI.
http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Se_li_conosci_li_eviti.pdf
Hai ragione , concordo , siamo messi molto male .....
BENVENUTO Romolo (PD) - Ex verde approdato alla Margherita. Nel 1999 è stato condannato in primo grado per atti di violenza contro la sua compagna. Vicenda poi estinta con un risarcimento.
BUBBICO Filippo (PD) - indagato per truffa aggravata, associazione a delinquere, truffa e abuso d'ufficio.
CARRA Enzo (PD) - condannato per falsa testimonianza
CASTAGNETTI Pierluigi (PD) - rinviato a giudizio per corruzione, prescritto.
CRISAFULLI Vladimiro (PD) - Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004.
D'ALEMA Massimo (PD) - finanziamento illecito accertato, prescritto.
DEL BONO Flavio (PD) - indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata.
DE PICCOLI Cesare (PD)- Nei primi anni Novanta fu accusato (e poi prescritto) di aver ricevuto dalla Fiat alcune centinaia di milioni su tre conti in Svizzera.
LAGANA' FORTUGNO Maria Grazia (PD) - indagata per truffa ai danni dello Stato.
LUSETTI Renzo (PD) - condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate.
LOLLI Giovanni (PD) - rinviato a giudizio per favoreggiamento.
MARGIOTTA Salvatore (PD) - indagato per falso ideologico e abuso d'ufficio.
PAPANIA Antonio (PD) - patteggia accusa per abuso d'ufficio.
RIGONI Andrea (PD) - condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta.
VISCO Vincenzo (PD) - Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.
BASSOLINO Antonio (PD) - Rinviato a giudizio nel 2007 per i presunti reati che avrebbe commesso durante il periodo tra il 2000 e il 2004 come commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania. E' stato condannato al pagamento di tre milioni e duecentomila euro, come risarcimento il danno erariale patito dallo Stato. Pena sospsa in attesa del ricorso. Ancora rinviato a giudizio il 24 ottobre 2009, è indagato nell'inchiesta relativa a presunte irregolarità nell’affidamento di lavori di bonifica di siti e falde inquinati lungo il litorale flegre (rifiuti Napoli).
Roberto Conte Ex consigliere regionale del Pd, a giugno è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Avrebbe versato nelle mani di due galoppini del boss Giuseppe Misso 120 milioni di lire in cambio del sostegno del clan della Sanità alle elezioni regionali del 2000. All’epoca militava nei Verdi.
Andrea Cozzolino Europarlamentare Pd, molto vicino a Bassolino, il potentissimo ex assessore regionale all’Agricoltura è sotto inchiesta a Santa Maria Capua Vetere nell’ambito delle indagini sulla realizzazione di una centrale a biomasse a Pignataro Maggiore. In questa vicenda è indagato pure
Gianfranco Nappi, ex capo della segreteria di Bassolino, che gli è subentrato in giunta.
Hai ragione , concordo , siamo messi molto male .....
BENVENUTO Romolo (PD) - Ex verde approdato alla Margherita. Nel 1999 è stato condannato in primo grado per atti di violenza contro la sua compagna. Vicenda poi estinta con un risarcimento.
BUBBICO Filippo (PD) - indagato per truffa aggravata, associazione a delinquere, truffa e abuso d'ufficio.
CARRA Enzo (PD) - condannato per falsa testimonianza
CASTAGNETTI Pierluigi (PD) - rinviato a giudizio per corruzione, prescritto.
CRISAFULLI Vladimiro (PD) - Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004.
D'ALEMA Massimo (PD) - finanziamento illecito accertato, prescritto.
DEL BONO Flavio (PD) - indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata.
DE PICCOLI Cesare (PD)- Nei primi anni Novanta fu accusato (e poi prescritto) di aver ricevuto dalla Fiat alcune centinaia di milioni su tre conti in Svizzera.
LAGANA' FORTUGNO Maria Grazia (PD) - indagata per truffa ai danni dello Stato.
LUSETTI Renzo (PD) - condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate.
LOLLI Giovanni (PD) - rinviato a giudizio per favoreggiamento.
MARGIOTTA Salvatore (PD) - indagato per falso ideologico e abuso d'ufficio.
PAPANIA Antonio (PD) - patteggia accusa per abuso d'ufficio.
RIGONI Andrea (PD) - condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta.
VISCO Vincenzo (PD) - Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.
BASSOLINO Antonio (PD) - Rinviato a giudizio nel 2007 per i presunti reati che avrebbe commesso durante il periodo tra il 2000 e il 2004 come commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania. E' stato condannato al pagamento di tre milioni e duecentomila euro, come risarcimento il danno erariale patito dallo Stato. Pena sospsa in attesa del ricorso. Ancora rinviato a giudizio il 24 ottobre 2009, è indagato nell'inchiesta relativa a presunte irregolarità nell’affidamento di lavori di bonifica di siti e falde inquinati lungo il litorale flegre (rifiuti Napoli).
Roberto Conte Ex consigliere regionale del Pd, a giugno è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Avrebbe versato nelle mani di due galoppini del boss Giuseppe Misso 120 milioni di lire in cambio del sostegno del clan della Sanità alle elezioni regionali del 2000. All’epoca militava nei Verdi.
Andrea Cozzolino Europarlamentare Pd, molto vicino a Bassolino, il potentissimo ex assessore regionale all’Agricoltura è sotto inchiesta a Santa Maria Capua Vetere nell’ambito delle indagini sulla realizzazione di una centrale a biomasse a Pignataro Maggiore. In questa vicenda è indagato pure
Gianfranco Nappi, ex capo della segreteria di Bassolino, che gli è subentrato in giunta.
Dimenticavo una notizia fresca fresca
25/11/2010
Firenze - Trema il Pd in Toscana. Sono almeno 13 gli indagati nell'ambito dell’inchiesta della procura di Firenze per la quale stamani la polizia stradale ha svolto perquisizioni a Firenze e in provincia. Avvisi di garanzia sono stati notificati, tra gli altri, all’assessore regionale a Cultura,Turismo e Commercio Paolo Cocchi (Pd) e al consigliere regionale Gianluca Parrini (Pd). Entrambi sono accusati di abusi di ufficio. Fra gli altri indagati compaiono ex amministratori del Comune di Barberino del Mugello, un tecnico provinciale, un tecnico regionale, e imprenditori. Le accuse vanno dall’abuso di ufficio alla corruzione. Nel mirino degli investigatori scambi di favori e di denaro tra politici e imprenditori in occasione di lottizzazioni che hanno riguardato il Comune di Barberino. L’assessore Cocchi in passato è stato sindaco di Barberino del Mugello
PARLAMENTARI CONDANNATI
(aggiornato a maggio 2008)
Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.
Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.
Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.
Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.
Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.
Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).
De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.
Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).
Farina Renato (FI): Farina patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.
La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel
1980).
Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica
cifra di 800 milioni di lire.
Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.
Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.
Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.
NON è AGGIORNATA LA CONDANNA DI DELL'UTRI:
CONDANNATO A 7 ANNI PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA!!
IL COOFONDATORE DI FORZA ITALIA.....
COLUI CHE HA DEFINITO LO STALLIERE MAFIOSO CHE STAVA AD ARCORE (MANGANO) UN ''EROE'' ... (PAROLE CONFERMATE ANCHE DA BERLUSCONI)
MA COME FATE A DIFENDERLI...BOH!
Difendiamo invece gli onorevoli del PD , loro non dicono mai bugie e non sono msi stati indagati , che fenomeni.....
Senza poi parlare di Massimo D'Alema proprietario di uno scafo da 24 metri , credo senza problemi di soldi , occupava un appartamento delle CASE POPOLARI...
TI HO FORSE DETTO DI VOTARE IL PD?
NO.
QUINDI NON VEDO DOVE SIA IL PROBLEMA...ORA AL GOVERNO C'è BERLUSCONI E LEGA NORD.
PS. QUANDO è VENUTO FUORI LO ''SCANDALO'' DELL'APPARTAMENTO, D'ALEMA, L'HA LASCIATO SUBITO .... E CMQ, TANTO PER ESSERE CHIARI, NON HA VIOLATO NESSUNA LEGGE : NON ERA ETICAMENTE GIUSTO, MA LA LEGGE LO PERMETTEVA.
MA CONTINUATE PURE A DIFENDERE L'INDIFENDIBILE. SIETE PATETICI E RIDICOLI.
Annozero, Ballarò o quant'altro ... sono faziose solo perche raccontano la triste realtà: solo per questo? Allora è un vanto essere fazioso. Se continuiamo a seguire altri trasmissioni od altri TG dittatoriali facciamo la fine peggio di quella che già abbiamo fatto. Il Tg sulla prima rete pubblica di Minzolini è ormai indecoroso... Buona Visione!!
e già.....come diceva Orwell : Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.
Infatti raccontano solo le verita' del centrodestra .......
Succede che 2 anni fa Anna Finocchiaro si scontrava per la regione contro Raffaele Lombardo, di cui diceva tutto il peggio possibile. Succede che fu asfaltata con percentuali imbarazzanti. Succede che 2 anni fa con un tragicomico ribaltone il Pd, rimangiandosi tutte le accuse e gli insulti al governo Lombardo, sostenga il presidente, tra l’altro appena indagato per mafia. Succede che la Finocchiaro da acerrima nemica di Lombardo ne divenga sostenitrice.
Succede anche che il marito della Finocchiaro riceva dalla Regione (con soldi pubblici dunque) un contributo di 350 mila euro per l’informatizzazione del Pta di Giarre. Succede che l’accordo, sempre negato in passato, venga costruito in pochissimo tempo. Succede che all’inaugurazione del Pta vengono immortalati in foto tutti felici e contenti Finocchiaro e marito, l’ex Ministro della Salute Turco e l’assessore alla Sanità dell’esecutivo Lombardo. Succede che l’appalto sia stato fatto senza gara pubblica. Succede che la società in cui il marito della Finocchiaro è amministratore delegato riceverà, salvo modifiche, a completamento del progetto più di un milione di euro. Succede che il Pd siciliano, sdegnato, parli di manganello mediatico nei confronti della Finocchiaro e del partito.
Tutto torna no?…
e cosa c'entra tutto questo?
ma possiamo andare avanti a dire : però anche il pd..però anche quello.. e quello è stato indagato + volte etc etc?
se uno ha sbagliato DEVE pagare e se ne deve andare.
LA POLITICA VA FATTA CON LE MANI PULITE. DESTRA, SINISTRA, NORD E SUD.
Non c’è dubbio la stampa di sinistra è sempre clamorosamente oggettiva e non agisce mai per fini politici: nooooooo
L’Espresso ci ha fatto quintalate di articoli: Renato Schifani è colpevole. Di cosa? Di essere stato quando era più giovane avvocato di un mafioso (tra l’altro non per questioni penali ma soltanto per una vicenda di confisca di beni). Una colpa devastante evidentemente che gli ha regalato l’appellativo di avvocato della mafia…
Succede però che il candidato della sinistra a Milano, Pisapia, è stato avvocato di Venetucci, membro della mafia americana e uno dei mandanti dell’omicidio Ambrosoli, di Forlani nel processo sulla maxitangente Enimont e del super terrorista curdo Ocalan. Ma lui per il periodico e tutti i giornali d’area è un eroe, il simbolo della nuova sinistra, il futuro della grande riscossa dell’opposizione ecc e non l’avvocato del terrorismo, l’avvocato dei tangentisti o l’avvocato della mafia…
Il doppiopesismo sinistrato non ha eguali
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