mercoledì 11 agosto 2010

L' importanza di una Legge che tuteli i Diritti dei lavoratori

FIAT: Melfi, giudice annulla licenziamenti dei tre operai

CGIL, la sentenza conferma come i diritti non possano essere messi in alternativa all'occupazione. Siamo sempre disposti ad un confronto che possa mettere in campo relazioni sindacali più leali e corrette

10/08/2010
Annullato dal giudice del lavoro il licenziamento dei tre operai di Melfi, due dei quali iscritti alla FIOM CGIL. "Un'azione antisindacale" per la quale il giudice ha ordinato l'immediato reintegro dei tre nel loro posto di lavoro.
La decisione era stata presa dall'azienda il 13 e il 14 luglio scorso a seguito di un'azione di protesta, durante la quale, era stato bloccato un carrello robotizzato che trasportava materiale ad operai che avevano deciso di continuare a lavorare.
L'8 luglio scorso l'azienda aveva prima sospeso i tre lavoratori per poi provvedere al loro licenziamento. Un provvedimento che aveva da subito suscitato le vive proteste dei lavoratori con scioperi e con l'occupazione del tetto di porta Venosina, un importante monumento nel centro di Melfi, sul quale era salito uno dei tre licenziati.
Una “grande” sentenza che restituisce “la giusta dignità ai tre lavoratori ingiustamente licenziati. In troppi hanno fino ad oggi parlato a sproposito di sabotaggio, oggi devono chiedere scusa ai lavoratori e anche alla FIOM”.
Ha dichiarato Maurizio Landini, Segretario Generale FIOM CGIL, una doppia soddisfazione secondo il dirigente sindacale “perchè innanzitutto viene dimostrata la volontà antisindacale di FIAT e perchè viene confermata l'importanza dello Statuto dei lavoratori in un momento in cui il governo ha annunciato di volerci mettere mano”. Ma la sentenza, prosegue Landini, “deve far riflettere anche la FIAT perchè la vicenda ha dimostrato come il tentativo di uscire da una crisi cancellando i contratti e le leggi non porti da nessuna parte, ne' l'azienda ne' i lavoratori”.
Secondo il Segretario Generale della FIOM Basilicata, Emanuele De Nicola, “la sentenza indica che ci fu da parte della FIAT la volontà di reprimere le lotte a Pomigliano d'Arco e a Melfi e di 'dare una lezione' alla FIOM”.
”La sentenza - aggiunge De Nicola - dimostra che le lotte democratiche dei lavoratori non hanno nulla in comune con il sabotaggio.
Ora ci aspettiamo le scuse di quanti vi hanno fatto riferimento, a cominciare da personalità istituzionali o rappresentanti degli imprenditori”.
“Speriamo - ha concluso il dirigente lucano della FIOM - che la FIAT torni al tavolo per discutere dei temi che stanno a cuore ai lavoratori, a cominciare dai diritti e dai carichi di lavoro”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Vincenzo Scudiere, Segretario Confederale CGIL dichiarando che "la CGIL è sempre a disposizione per riaprire un confronto che possa mettere in campo relazioni sindacali più leali e corrette".
“La sentenza - ha aggiunto - conferma come avessimo e come abbiamo ragione sul fatto che i diritti non possano essere messi in alternativa all'occupazione”.

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