
Trenta le persone arrestate a Rosarno con l'accusa di sfruttamento della manodopera straniera clandestina nella Piana di Gioia Tauro.
Le indagini, avviate dopo i tragici fatti di gennaio scorso, hanno portato alla luce una fitta rete di 'caporali' che procuravano illegalmente lavoro agli immigrati soprattutto nel settore agricolo.
“I fatti avvenuti oggi a Rosarno con l'arresto di trenta persone per lo sfruttamento degli immigrati, dimostrano il valore della scelta della CGIL di festeggiare il 1° Maggio a Rosarno” ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, commentando il bilancio dell'operazione 'Migrantes' contro il caporalato.
La decisione di organizzare la manifestazione nazionale unitaria del 1° Maggio a Rosarno “è stata presa proprio per affermare il principio di rispetto per chi lavora spesso in condizioni di schiavitù. I fatti di stamattina confermano la preoccupazione che c'era e rafforzano la nostra scelta. Rosarno è solo un simbolo, ci sono tante altre situazioni simili dove non c'è legalità. C'è bisogno di più legalità - conclude Epifani - dove non c'è legalità non c'è rispetto per il lavoro”.
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