lunedì 18 gennaio 2010

Proposte CGIL per un fisco giusto

Il Direttivo dà mandato alla Segreteria di avanzare formalmente al Governo le proposte per aprire un tavolo di confronto per la riforma fiscale.
Nel sostenere le nostre proposte rendiamo evidente che il costo della riforma dovrà essere di 1,5 punti di PIL, da attuarsi in un triennio. L’obiettivo principale della proposta di riforma è quello di ridurre significativamente il carico fiscale che grava sui lavoratori dipendenti e sui pensionati attraverso un intervento immediato sui redditi da lavoro dipendente e da pensione (500 euro entro marzo 2010), sostenendo così la domanda interna. L’obiettivo è quello di avviare la riforma strutturale per diminuire le tasse mediamente di 100 euro mensili nel corso del prossimo triennio ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e alle famiglie con reddito medio- basso, generando così una maggiore giustizia fiscale. In questo quadro la CGIL propone:
􀂃 Un Patto fiscale con tutti i contribuenti onesti. Occorre affrontare una volta per tutte ed in maniera determinata il fenomeno dell’evasione fiscale. L’incremento delle entrate attraverso il contrasto all’evasione fiscale è uno strumento indispensabile per la produzione di risorse necessarie alla realizzazione di qualsiasi progetto di riforma fiscale;
􀂃 La revisione della struttura dell’IRPEF, a partire dal superamento strutturale del drenaggio fiscale : l’incremento della detrazione da lavoro dipendente e l’uniformità della detrazione da pensione a quella del lavoro dipendente; l’innalzamento e l’unificazione delle attuali quote esenti per i redditi da lavoro e da pensione; la riduzione della prima aliquota dal 23% al 20% per favorire i redditi medio-bassi e della terza dal 38% al 36%; la costituzione di uno strumento di sostegno unico per le famiglie con figli che integri gli attuali Assegni per il Nucleo Familiare e le detrazioni IRPEF per figli a carico; un bonus fiscale per coloro che non sono in grado di usufruire appieno delle detrazioni spettanti (gli incapienti).
􀂃 L’armonizzazione a livello europeo del livello di tassazione sulle rendite al 20%. In Europa (EU-25) il livello di tassazione sulle rendite non è inferiore al 20%. La scelta in Italia di una sola aliquota intermedia (oggi sono due rispettivamente al 12,5% e al 27%) ridurrebbe la distanza tra prelievo finanziario e prelievo sul lavoro dipendente (aliquota media 25%).
􀂃 La costituzione di una nuova Imposta sulle Grande Ricchezze, ad aliquota progressiva, sulla base del modello attualmente vigente in Francia che prevede una soglia intorno agli 800 mila euro di patrimonio netto imponibile per essere soggetti alla “Imposta di solidarietà sulla fortuna”
􀂃 Misure fiscali a sostegno delle nuove generazioni anche nell’ambito di nuove professioni, partendo da agevolazioni fiscali per favorire attività di studio, formazione e creatività, nonché per superare forme di tassazione improprie.
􀂃 Fermo restando che l’insieme delle proposte da noi avanzate affronta principalmente le condizioni di lavoratori e pensionati, riteniamo che, per quanto concerne la tassazione sulle imprese, vadano previste forme di credito di imposta automatico sugli investimenti in ricerca, innovazione e formazione, nell’ambito di un sistema di fisco premiale per le imprese finalizzato alla loro capacità di creare occupazione aggiuntiva di buona qualità (stabile).
Roma, 22 dicembre 2009

1 commento:

Anonimo ha detto...

fusse ca' fusse la vorta 'bbona ...

***

non ne trascuriamo la grande portata, ideale e pratica.
E' un grande sogno !
Pagare tutti le tasse !
Tasse giuste.
E ripristinare strade, far funzionare ospedali, aiutare chi ha delle difficoltà durante la sua vita, far studiare i nostri figli in una scuola che dia cultura ...

Da brividi lungo la schiena